Perdita uditiva

Perdita uditiva: scoperto come invertire il processo

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Un nuovo studio ha scoperto come attivare le cellule per invertire il processo della Perdita uditiva e tornare a sentire i suoni.

Perdita uditiva, un problema serio

Secondo stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la Perdita uditiva oggi, colpisce più di 400 milioni di persone al mondo. E’ un problema serio che compromette enormemente la qualità della vita affettiva e sociale ed è alla base di malattie neuro degenerative come la demenza o l’Alzheimer.

L’udito funziona in questo modo: il suono entra nell’orecchio tramite le onde sonore e poi viaggia lungo l’orecchio fino a quando non arriva al timpano che, a sua volta, invia queste vibrazioni alle ossa nell’orecchio medio.

Alla fine le cellule presenti nella coclea, la parte interna dell’orecchio, raccolgono queste vibrazioni e le trasformano in impulsi che il cervello elabora.

Se a causa dell’età o dell’eccessiva esposizione ai rumori, la coclea si danneggia, allora tutto il meccanismo s’inceppa e si verifica una perdita dell’udito.

Perdita dell’udito, come invertire il processo

Era già noto da tempo che animali come pesci e uccelli, anche in caso di perdita dell’udito, sono in grado di invertire il processo e tornare a sentire, rigenerando le cellule sensoriali presenti nella coclea.

Gli scienziati hanno, dunque, deciso di tentare un esperimento per innescare il medesimo processo nei mammiferi e, quindi, negli esseri umani.

Per prima cosa i ricercatori hanno individuato il gruppo di cellule  responsabili della rigenerazione dei sensori della coclea; poi hanno scovato uno specifico recettore, chiamato ERBB2. In seguito hanno percorso 3 differenti possibili strade per indurre il processo di rigenerazione:

  1. virus per indirizzare i recettori ERBB2 nei topi;
  2. modificare  geneticamente i topi nel tentativo di attivare ERBB2;
  3. farmaci che potrebbero produrre una risposta in ERBB2.

L’esperimento ha prodotto risultanti entusiasmanti: è stato dimostrato   che l’attivazione di ERBB2 ha prodotto cellule staminali che si sono trasformate in cellule ciliate sensoriali a supporto della coclea.

In pratica, per la prima volta, un processo che si verificava spontaneamente solo nei pesci e negli uccelli, è stato prodotto anche nei mammiferi.

I risultati di questo esperimento potrebbero condurre a interessanti novità nelle terapie per la perdita dell’udito.

Fonte immagine Live Past 100 Well

 
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Autore dell'articolo: Samanta Airoldi

Samanta Airoldi
Nasco in quello scrigno fatto di mare e pesto chiamato Genova. Dopo aver conseguito Laurea e Dottorato in Filosofia sono andata a vivere per un periodo a Dublino e poi a Milano, dove tutt'ora mi trovo. Scrivo libri di Filosofia Politica e Sociale, collaboro con blog e web magazine e vivo una tranquilla e folle vita da Vegana/Animalista/Ambientalista seguace della Decrescita Felice.