Polemiche al concerto milanese di Sting

Polemiche al concerto milanese di Sting

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MILANO – Polemiche al concerto milanese di Sting. Infatti ieri sera, in occasione della data del “My songs toural Forum di Assago, è successo un po’ di tutto. Il live è iniziato con quasi un’ora di ritardo a causa di lunghe code formatesi ai cancelli d’ingresso per le nuove norme entrate in vigore con l’introduzione del biglietto nominale, come previsto dalla legge voluta dall’onorevole Sergio Battelli (M5S).

Addirittura, numerose persone sono tornate a casa perché non in regola con le nuove norme imposte. Protesta Live Nation Italia, organizzatrice dell’evento, che per bocca del presidente Roberto De Luca dichiara:

“L’informazione sulle nuove norme è stata data attraverso i canali ufficiali di vendita. Ed è rimasta ben visibile su tutte le nostre piattaforme dal primo giorno di prevendita. Abbiamo potenziato tutti i servizi. Dagli sportelli informazioni, al personale biglietteria, alle strutture di assistenza cambio biglietto alla sicurezza e controllo agli ingressi ai reparti comunicazione. Abbiamo anticipato l’apertura cancelli alle 17.30 anche se, come ovvio, l’arrivo della gente soprattutto in un giorno feriale, si è concentrato a partire dalle 19”.

Polemiche al concerto milanese di Sting

De Luca ha poi aggiunto:

“Ci troviamo nel paradosso che, applicando la legge in modo serio, la conseguenza è quella di creare solo forti disservizi, mentre l’unica soluzione sarebbe quella di violarla – cosa che ovviamente non abbiamo fatto – pur mostrando la massima elasticità e dando tutta l’assistenza possibile al pubblico. Per esempio per mitigare la situazione addirittura la Questura ci ha chiesto di accettare documenti fotocopiati e scannerizzati, cosa assolutamente non prevista dalla Legge Battelli”.

Live Nation ribadisce la sua “massima contrarietà” a una legge che “penalizza solo il pubblico e punisce gli organizzatori, rischiando di mettere in grave difficoltà un settore, quello del live entertainment, che è una grande risorsa culturale ed economica per il nostro Paese”:

“Se ci sono stati questi disagi su un concerto da 10mila persone – continua De Luca – è gravissimo perché è un test per capire esattamente che cosa potrà succedere in mega raduni come per esempio i Festival o nei lunghi tour che abitualmente noi organizziamo”.

Come poi dimostrato dall’applicazione in altri settori, il biglietto nominale “non serve assolutamente a combattere il fenomeno del bagarinaggio che prospera come sempre – evidenzia Live Nation – Infatti anche per il concerto di ieri sera erano copiosi i biglietti presenti sulle piattaforme di secondary ticketing“.

 
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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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