razzismo in serie a

Razzismo in Serie A, il problema è serio

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Razzismo in Serie A, un problema ancora serio. Insulti a giocatori di colore che puntualmente si ripresentano sugli spalti degli stadi italiani

Una questione dunque che si sta facendo sempre più seria quella dei casi di razzismo in Serie A: ulutati e insulti verso giocatori avversari di colore.

L’ultimo caso in ordine di tempo infatti è quello di ieri nel corso della partita Atalanta-Fiorentina con cori razzisti verso Dalbert.

Nell’occasione dunque l’arbitro Orsato, alla mezz’ora del primo tempo ha applicato il regolamento e sospeso la gara per 3 minuti.

Su questo nuovo gesto di razzismo e sulla decisione arbitrale è intervenuto anche il tecnico del Napoli Carlo Ancelotti su Radio Anch’io Sport:

Orsato ha fatto bene, è un passo avanti, altri ce ne saranno, bisogna seguire questa linea. 

Bisogna essere duri nell’applicazione delle norme che ci sono. E abbiamo anche il vantaggio delle tante telecamere negli stadi.

Dal canto suo più duro il presidente della Fifa Gianni Infantino, ospite a 90 minuto su Rai 2:

Il razzismo si combatte con l’educazione, condannando, parlandone. In Italia la situazione non è migliorata e questo è grave.

Bisogna identificare gli autori e buttarli fuori dagli stadi. Ci vuole, come in Inghilterra, la certezza della pena.

Non bisogna avere paura di condannare i razzisti, dobbiamo combatterli fino alla fine.

Purtroppo però dopo i casi di Lukaku e Kessie, la situazione non è mutato molto nonostante le iniziative come lo slogan Derby against racism nella sfida di San Siro tra Milan e Inter.

Razzismo in Serie A, una storia troppo lunga

Il magazine Ultimo Uomo infatti ripercorre alcuni dei casi più eclatanti con protagonisti giocatori di colore.

Come dimenticare ad esempio la partita del 2013 Pro Patria-Milan in cui, dopo mezz’ora di insulti dagli spalti, Kevin Boateng calcia la palla sugli spalti in segno di protesta.

Non solo: si toglie la maglia ed esce dal campo; partita sospesa per non riprendere mai più.

Altro esempio nel 2005 Messina-Inter André Kpolo Zoro, ivoriano, prende la palla ed esce dal campo. Dopo essersi convinto a rientrare dichiara:

Non accetto che la gente venga nello stadio, in casa mia, per rivolgermi insulti razzisti.

 

Foto: Pagina Facebook ufficiale AC Milan

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.