Salvini in Piazza a Roma: le dichiarazioni del leader del carroccio
Salvini in piazza a Roma, la folla esulta e lo applaude. Il leader della Lega, ricordando i sei ragazzi morti ad Ancona durante un concerto, parla di giustizia.
Lo accompagna “Vincerò” della Turandot di Puccini. Con lui, sul palco, alleati e sostenitori di partito.
Matteo Salvini e, ministri a seguito parlano del governo del “buon senso” e intanto i chiarimenti sulla condotta di partito non tardano ad arrivare.
Salvini in Piazza a Roma, la manifestazione in pochi punti

Il vicepremier Matteo Salvini parla a Roma, a piazza del popolo. Alle ore 11:00, dopo aver osservato un minuto di silenzio per le vittime del concerto di Ancona della notte scorsa, si rivolge alla folla.
Davanti a lui una piazza gremita di 50 forse 100 mila persone. L’inizio, rivolto alle vittime, non è dei più felici.
“Non si può parlare di festa” dice Salvini “se nella notte sei ragazzi sono rimasti vittime di una tragedia”.
Il vicepremier indossa una felpa rossa. Dietro di lui una gigantografia che parla chiaro:
“L’Italia alza la testa” – “dalle parole ai fatti” che sono solo la sintesi dei sei mesi di governo fin ora affrontati.
Insieme alla musica di Puccini, fumogeni tricolori invadono la piazza. Così il Leader della Lega inizia il suo lungo discorso in Piazza del popolo.
I fedeli del Carroccio applaudono alla frase che ricorda i 6 ragazzi di Ancona. Ma Matteo Salvini arriva sul palco con una veste quasi nuova.
“In questo paese, da nord a sud, chi sbaglia paga” dice il Vicepremier e, con toni differenti, apparentemente più quieti parla della “vita”. Troppo breve, sostiene, per sprecarla dietro odio e polemiche.
Con la folla a orecchie tese, il Ministro parla di amore e fa un riferimento diretto a una lodevole frase di Martin Luther King:
“Per farsi nemici, basta dire ciò che si pensa”.
Così in un messaggio di speranza, si rivolge alla folla senza omettere diretti sottintesi. Come quelli rivolti agli ultimi scontri in casa nostra e ai vertici di Bruxelles.
Parla con chiaro riferimento al sostegno degli italiani. Il cammino intrapreso è sulla strada giusta. La frase di King citata vuole rilevare che quando fai la cosa giusta hai tutti contro. Perché la cosa giusta spesso è la più difficile e, dunque la più scomoda per molti.

Il Punto della situazione e i pensieri sull’Africa
Ora, sostiene il vicepremier, bisogna sovvertire le situazioni avverse cercando di considerare più positivamente il cammino intrapreso.
Salvini continua “Non Molleremo”, e nel suo rivolgersi al popolo parla della bella Italia e delle sue meraviglie. Parla della nostra cucina, difendendola come la migliore al mondo da valorizzare.
In generale allude a un’Italia che vede un futuro più prospero per le nuove generazioni.
Matteo Salvini parla anche dell’Africa. Più volte accusato di razzismo, non manca il punto nel quale sostiene che i veri razzisti sono altri.
I veri razzisti sono quelli che tentano di svuotare un continente per poter poi sfruttare la situazione a piacimento.
L’intento è di usare questo continente come una riserva. Quando invece è importante, continua il ministro, “considerare che l’Africa non voglia per niente la nostra carità”.
L’Africa va aiutata e sostenuta, ma con aiuti concreti e non lucrosi per aiutarli a crescere. Portare avanti le cure, lo studio e il lavoro.
Chiude il discorso, parlando del Decreto Sicurezza e di tutte le critiche pervenute.
“Quelli a cui non sta bene” dice Salvini “Sono gli stessi che hanno fornito a Carabinieri e polizia, le pistole elettriche”.
Definendosi comunque dalla parte della Giustizia chiude lasciando la parola ai colleghi.

Gli interventi dei sostenitori
Ad appoggiare il “Governo del Buon senso”, con Salvini in piazza a Roma parla Giulia Bongiorno (Ministro della pubblica Amministrazione). A favore della legittima difesa e contro la violenza sulle donne; e ancora ai “furbetti del cartellino”.
“Si sta con l’aggredito, non con l’aggressore” dice Giulia Bongiorno.
Segue Marco Bussetti, Ministro Dell’Istruzione, che rilancia il tema del Crocifisso, nel rispetto delle nostre tradizioni, sostenendo che deve restare presente, soprattutto durante le festività Natalizie.
“La tolleranza non significa rinunciare ai propri valori” dice Bussetti.
A sostenerlo Lorenzo Fontana (ministro per la famiglia e le disabilità) che aggiunge come il vero problema non sia l’immigrazione, ma dare agli Italiani la possibilità di fare figli. Ricollegandosi, infine al rispetto delle tradizioni.
Gian Marco Centinaio (Ministro dell’agricoltura) parla invece del Made in Italy; a sostegno dei prodotti italiani, “Bisogna lavorare sulla qualità dei prodotti”.
In ultimo Giancarlo Giorgetti (Sottosegretario) invoglia il popolo a essere più collaborativo nel sostenere anche davanti all’Europa le convinzioni sulle quali si basa il nuovo Governo.
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