Salvini telefona a Mattarella

Salvini telefona a Mattarella: “Al lavoro sui problemi concreti degli italiani”

         
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ROMA – Salvini telefona a Mattarella dopo l’attacco ricevuto ieri dal presidente del consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa che quest’ultimo ha tenuto in diretta tv. Ecco cosa ha detto il leader della Lega al capo dello stato:

“Al presidente Mattarella ho confermato che siamo al lavoro sui problemi concreti degli italiani (salute, affitto, mutui, bollette, cassa integrazione), e che non è normale che nel frattempo il governo passi il tempo a insultare. Avanti con buonsenso e coraggio”.

Salvini telefona a Mattarella

Sull’attacco di Conte al centrodestra si era espresso anche Matteo Renzi. Per il resto, durante la telefonata al Colle, Salvini ha detto:

“La Lega e i suoi amministratori faranno di tutto per per salvare le vite dei cittadini oggi, e i loro posti di lavoro e risparmi domani. Dal governo noi e milioni di Italiani ci aspettiamo risposte, ascolto e soluzioni, non polemiche o insulti” soprattutto mentre c’è “grande preoccupazione” per la situazione economica delle famiglie e delle imprese italiane, che “dopo oltre un mese dalla chiusura non hanno ancora ricevuto un euro di aiuto dal governo e dall’Europa”.

Secondo Matteo Salvini, la conferenza stampa di Conte di ieri ha messo una “pietra tombale sul dialogo con il governo” perché c’è stato un atteggiamento da “regime sudamericano“, anche se questa sera, intervenendo a “Stasera Italia” su Rete4, ha dichiarato di aver perdonato il premier e di essere disposto a tornare a confrontarsi con lui. Ancora su Facebook, l’ex ministro dell’interno ha parlato anche di cassa integrazione:

“Non inseguiamo chi mente e insulta, ma risolviamo i problemi dei cittadini. Non arrivano i soldi della cassa integrazione dal governo? Li anticipa Regione Lombardia. Non chiacchiere, ma soldi veri per sostenere i lavoratori in difficoltà. Dalle parole ai fatti”.

Infine un commento alle parole del patron di Eataly, Oscar Farinetti, che ha detto che servirebbe il prelievo forzoso come quello che fece il presidente del consiglio Giuliano Amato nel 1992:

“Non solo la patrimoniale del Pd: mettiamoci anche un bel prelievo forzoso sui conti correnti! A sinistra sono sempre geniali, anziché togliere tasse agli italiani in un momento così difficile pensano a come metterne di nuove”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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