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Scandalo cordoni ombelicali, la class action del Codacons

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Scandalo cordoni ombelicali, la class action del Codacons. E’ notizia di pochi giorni lo scandalo dei cordoni ombelicali scomparsi da una banca svizzera

Lo scandalo dei cordoni ombelicali, una questione che interessa anche le famiglie italiane, 15mila per la precisione, che ora cercano risposte chiare.

Presso la procura di Ginevra dunque presentata una denuncia da parte dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), verso la banca che si occupa di conservare i cordoni ombelicali, la “Cryo-Save”.

Dopo 5 anni di silenzio, nel 2019 le famiglie ricevono una mail che li informa che i loro campioni sono in Polonia, a Varsavia

Dopo dopo inoltre  vengono contatti dalla società Cryo-Save italiana per estendere il tempo di conservazione dai 20 ai 30; la famiglie quindi accettano, dopo diverse telefonate dell’azienda e pagano la cifra pattuita.

Purtroppo non viene confermato loro l’avvenuto pagamento e fine agosto il sito italiano è addirittura cancellato.

Un vero e proprio scandalo dei cordoni ombelicali che porta dunque il Codacons a scendere in campo

L’asociazione in difesa dei consumatori infatti avvia una task force legale per aiutare le famiglie a recuperare il materiale genetico dei propri figli affidato a società straniere.

Un intervento che mira a chiedere i danni ai soggetti responsabili della situazione di incertezza determinatasi.

Dopo il fallimento della banca genetica privata Cryo Save è quindi scoppiato il caos sui cordoni ombelicali affidati alla società da circa 15mila famiglie italiane.

Il Codacons scrive in merito:

Le famiglie italiane ad oggi non hanno certezze sulla reale destinazione delle cellule staminali cordonali.

Ciò, nonostante ogni famiglia, per la conservazione del materiale genetico dei propri figli, abbia speso tra i 2mila e i 4mila euro.

Per tale motivo il Codacons ha deciso di scendere in campo attivando una task force di legali per tutelare i diritti dei cittadini italiani coinvolti nel caso.

Allo stesso modo si valuta una class action volta ad ottenere, oltre al rimborso dei soldi spesi, il risarcimento dei danni morali subiti.

Tutti gli interessati possono inviare una mail all’indirizzo classactioncryosave@codacons.org per ottenere informazioni specifiche e fornire la pre-adesione all’azione collettiva dell’associazione.

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

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Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.