Si rischia un ulteriore rinvio dell'udienza su Rigopiano

Si rischia un ulteriore rinvio dell’udienza su Rigopiano

PESCARA – Si rischia un ulteriore rinvio dell’udienza su Rigopiano. Il Comitato dei famigliari delle vittime lo denuncia in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook:

“C’è sempre maggiore consapevolezza che il rischio di un ulteriore rinvio dell’udienza preliminare si tramuti in una beffarda realtà. Sono passati più di tre anni dalla tragedia, uno dalla celebrazione della prima udienza preliminare e si è ancora fermi in una fase di totale stallo. Basti pensare che non ancora si è riusciti a giungere ad una decisione circa la riunione dei due filoni processuali”.

Si rischia un ulteriore rinvio dell’udienza su Rigopiano

Lo sconforto, insomma, è sempre più grande:

“Le famiglie hanno atteso sempre con grande rispetto e massima fiducia nella Giustizia ma questi continui slittamenti rappresentano altri colpi ben assestati a famiglie che hanno perso i loro affetti più cari e che trovano nella ricerca della giustizia la forza per andare avanti ogni giorno. La battaglia per la verità in sede processuale è però ferma: e come se ciò non bastasse una serie di rinvii dovuti ad aspetti procedimentali si è aggiunto quello dell’udienza di marzo dovuto all’emergenza Covid, differita al 10 luglio la quale verrà anch’essa verosimilmente rinviata”.

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I familiari hanno fatto “tutto ciò che era in loro potere” per garantire la celebrazione dell’udienza, hanno “cercato e comunicato diverse ipotesi solutive che garantissero sempre il rispetto delle norme sanitarie”:

“Il processo cosiddetto Rigopiano rappresenta un unicum su tutto il territorio nazionale e pertanto ci si attendeva che fossero trovate soluzioni ad hoc prescindendo per una volta da rigidi schemi burocratici. I familiari delle vittime hanno già da mesi prospettato varie alternative che garantissero la celebrazione dell’udienza sempre nel rispetto di tutte le misure anticontagio. Eppure ad oggi un nuovo rinvio appare sempre più verosimile”.

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Si tratta di “un’ulteriore beffa per chi da più tre anni attende di conoscere la verità. Per chi lotta ogni giorno con un ineffabile sofferenza. Per chi ha diritto di conoscere la verità, di sapere perché non potrà più riabbracciare una madre, un padre, un figlio, un fratello”. Il Comitato però “non si arrende, continuerà a lottare unito per la verità e la giustizia”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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