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Sovranismo, che cosa si intende con questo termine?

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Sovranismo, un termine di cui si sente spesso parlare.

Ma che cosa si intende con questa parola?

L’accezione di per sé significa “posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione”.

In effetti il sovranismo, invita i cittadini di un paese e a produrre e consumare prodotti autoctoni.

Prodotti quindi provenienti solo ed esclusivamente dalla propria produzione nazione, ignorando, in maniera totale, prodotti similari provenienti dall’estero.

Sovranismo e Brexit

E’ appena il caso di citare la “Brexit” in corso di attuazione da parte dell’Inghilterra.

L’esempio più tipico di politica economica esclusivamente nazionale, in questo caso del cosiddetto “Commonwealth”.

Sovranismo e Sardegna

E’ di questi giorni la lotta che stanno conducendo i produttori di latte caprino ed ovino in Sardegna, che non ha solo aspetti di difesa del prezzo del prodotto, ma anche della qualità dello stesso.

Non si può importare latte da altre nazioni ed inserirlo nella filiera di lavorazione produzione dei prodotti caseari, per spacciarli poi, come prodotti nella Sardegna stessa.

L’Italianità dei prodotti alimentari e non solo, è diventato un fenomeno ampiamente diffuso.

Tante le campagne prodotte dalle diverse associazioni di coltivatori e di categorie, anche industriali, a favore della qualità imparagonabile dei prodotti italiani.

Un po’ di nazionalismo in fondo non guasta.

Non è concepibile che in altre nazioni del mondo si sfruttino marchi e prodotti italiani imitandoli a scapito della stessa qualità e rendendoli, quindi, concorrenziali sul mercato a scapito di quelli veramente italiani.

Lotta con tutti i mezzi a difesa del prodotto italiano dunque alle mode esterofile.

Dai formaggi francesi alla birra tedesca, a tavola si tenta di valorizzare il sovranismo alimentare.

Ciò si evidenzia dal fatto che i due terzi dei consumatori disponibili a pagare almeno fino al 20% in più per garantirsi l’italianità del prodotto.

Il primo passo dell’Italia è stata la legge istitutiva dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione agroalimentare nazionale.

La norma – sottolineano i coltivatori diretti – consente di estendere a tutti i prodotti alimentari l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di provenienza geografica.

Si pone fine così ad una situazione contraddittoria in cui un quarto della spesa è ancora anonima.

Oppure proveniente da altre nazioni che tentano di imitarne le caratteristiche.

Se il sovranismo si inquadra sotto l’aspetto politico, gli Italiani considerano questo processo una minaccia all’identità nazionale e un attentato ai principi della democrazia e della sovranità popolare.

 
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Autore dell'articolo: Marco Vittoria