Stella Bassani

Stella Bassani:“Il mio popolo devo lasciar”

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Stella Bassani e il nuovo singolo “Il mio popolo devo lasciar” la cui uscita è prevista in occasione della  giornata della memoria 2019.

Per non dimenticare le tragedie che ha dovuto sopportare il popolo ebraico durante la seconda guerra mondiale.

Stella Bassani, “Il mio popolo devo lasciar” è il tuo nuovo singolo. Com’è nato? A chi ti sei ispirata per scriverlo?

Non è di mia composizione, magari! E’ un brano di tradizione popolare ebraica che mio nonno Cesare Galli (che fu direttore d’orchestra e compositore) ha ripreso e rielaborato, aggiungendo strofe in lingua ebraica.  La scelta del tema è doverosa, rivolta a tanti popoli che abbandonano le proprie terre, perseguitati o  causa della povertà.

La canzone uscirà in occasione della giornata della memoria 2019. Può essere anche un’occasione di sensibilizzazione nei confronti dei giovanissimi?

Ci spero sempre. Ma è un lavoro che dovrebbero fare le scuole e le tv. Invece che spendere tutto il tempo in talent (che comunque hanno un loro senso…) si potrebbe ritagliare qualche momento per parlare anche di cose veramente “scomode”, come il ricordo della Shoà.

Nonostante dalla fine della seconda guerra mondiale siano passati oltre 70 anni ancora oggi si verificano episodi di antisemitismo. Quale potrebbe essere una soluzione secondo te affinché non succedano più in futuro?

L’inibizione totale al ripristino di ideologie scorrette e improduttive che, incoscientemente, i potenti si ostinano a strumentalizzare. I giovani possono cambiare il mondo, ma non da soli. Vanno istruiti e guidati.

Tuo nonno  fu direttore d’orchestra oltre che compositore, autore e polistrumentista. La musica era quindi già di casa… Cosa ascoltavi da piccola? Quanto ha contribuito lui nel tuo bagaglio musicale?

Musica classica ma anche musica popolare, compresa quella leggera. Un po’ di tutto. Lui mi ha insegnato tantissimo, dalla ricerca della professionalità alla condivisione con gli altri. La musica è emozione e può toccare corde melanconiche, ma anche festa (che in ebraico di dice Hag), divertimento, gioia.

Stella Bassani

Stella Bassani, Con chi ti piacerebbe collaborare?

Con artisti sinceri che non usino e non discrimino

Stai già pensando al seguito dell’album “I Giardini di Israel”?

Ci sto pensando da tempo, ma è ancora presto. Un album per me potrebbe essere sufficiente e un seguito non necessario. Però ho un sacco di persone che mi stimolano a registrare nuovi pezzi. Si vedrà…

Altri progetti futuri?

Per il momento penso al presente e a “Il mio popolo devo lasciar“. Sicuramente in occasione del 27 gennaio (e in quei giorni) non potrò mancare al mio ruolo di testimonial della Giornata della Memoria. Chi dimentica è perduto

 

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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