730 2018

Tasse, ecco dove vanno a finire: l’11% serve a saldare il debito pubblico

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A cosa servono le tasse che paghiamo? Dove vanno a finire i nostri soldi? Questa è una domanda che quotidianamente ci facciamo tutti. A dare una risposta provvederà l’Agenzia delle Entrate con una lettera ai contribuenti, in un’ottica di maggio dialogo e trasparenza.

Tasse: ecco a cosa servono

Da metà aprile sarà online la dichiarazione del redditi del 2017. A quel punto l’Agenzia delle entrate invierà una lettera ad ogni contribuente, spiegando come vengono investiti i propri soldi.  Stando a quanto riporta il Corriere della Sera,  il 21% è assorbito da pensioni e assistenza, il 10% dalla sanità, l’11% per il debito pubblico,  un 8% a testa per Difesa e Pubblica Amministrazione e il 4% per i trasporti pubblici.

La lettera sarà accompagnata da una tabella con il dettaglio degli importi e da un grafico “a torta”, per avere anche visualmente l’idea di dove vanno a finire i soldi delle dichiarazioni dei redditi. Questo cambiamento è stato voluto in un’ottica di trasparenza di bilancio che mira anche a combattere l’evasione fiscale,puntando ad un rapporto più diretto con i contribuenti.

Scheda precompilata

Dal 16 aprile, i contribuenti potranno accedere alla scheda precompilata, che potrà essere elaborata e trasmessa a partire dal 2 maggio. Occhio, comunque, alle scadenze. Entro oggi, 3 aprile, i datori di lavoro dovranno consegnare i Cud a dipendenti e lavoratori autonomi. Entro il 6 aprile, invece, vanno comunicati i dati ai fini dello spesometro delle fatture emesse nel secondo semestre del 2017.  Inoltre, dal 16 aprile, bisognerà provvedere ai consueti adempimenti periodici, ovvero Iva, Irpef (versamento delle ritenute d’acconto per i sostituti d’imposta) e Inps. Il 30 aprile toccherà a imprenditori e titolari di partita Iva inviare telematicamente la dichiarazione 2018, che contiene diverse novità, dall’Iva di gruppo, allo split payment per le prestazioni effettuate a favore della pubblica amministrazione. Insomma: si entra in un periodo fiscalmente “bollente” per le tasche degli italiani

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Autore dell'articolo: Davide Luciani