Tour de France, limitazioni

Tour de France, limitazioni in arrivo

Tour de France, le limitazioni in arrivo in previsione della Grande Boucle, sono tante. Queste riguarderanno sia il pubblico, sia la vicinanza che i protocolli. Siamo infatti ancora in emergenza sanitaria, nonostante da qui alla partenza del Tour de France manchino ancora circa due mesi. Infatti, la corsa a tappe prenderà il via alla fine di agosto e proseguirà per gran parte del mese di settembre.

A parlare di queste limitazioni è Christian Prudhomme che a FranceTV ha dichiarato: “La carovana pubblicitaria sarà composta da un centinaio di vetture, ovvero circa il 60% rispetto agli anni precedenti. Inoltre, non ci saranno sicuramente baci, abbracci e strette di mano durante le cerimonie protocollari. Possiamo anche immaginare che non sia l’anno migliore per la collezione di autografi”.  Cambiamenti in vista anche per la premiazione. I vincitori  infatti, non riceveranno il tradizionale bacio dalle miss. Le miss inoltre, saranno affiancate anche da un mister, così saranno presenti entrambi i sessi contemporaneamente sul podio per la prima volta nella storia.

 

Tour de France, limitazioni in arrivo, le parole di Prudhomme

Prudhomme ha aggiunto sul pubblico: “Sappiamo che le cose sono in continua evoluzione. Il pubblico verrà al Tour ma dovremo fare una sorta di selezione, soprattutto in montagna dove daremo la precedenza a chi arriva a piedi o in bici”. Per quel che riguarda invece le condizioni climatiche ha affermato: “Correremo in un mese insolito per il Tour, le temperature saranno probabilmente più miti ma potrebbe esserci più vento. Sarà comunque una bella corsa nel rispetto delle misure sanitarie”.

Per quel che riguarda il percorso, questo non dovrebbe subire delle variazioni: “Ad esempio a Lione taglieremo tre chilometri in città. Abbiamo risposto alle richieste delle autorità per ogni tappa”, ha precisato. Non resta quindi che attendere la fine di agosto per vedere i corridori darsi battaglia alla conquista della maglia gialla.

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu

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