Vaccino contro il cancro

Vaccino contro il cancro: primo uomo a riceverlo in UK

         
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Regno Unito: un uomo, Graham Booth, diventa il primo paziente a ricevere un vaccino contro il cancro.

Graham Booth, padre di 5 figli, vive a West Kirkby nel Regno Unito. Nel 2011, riceve per la prima volta una diagnosi terribile: un tumore, localizzato a collo e testa che, sfortunatamente, nonostante i trattamenti, è tornato altre quattro volte. Booth, continua a lottare e, in data 15 febbraio 2022 riceve quello che i medici chiamano un “vaccino contro il cancro”. La notizia, si è diffusa solo in questi giorni.

I medici, si dichiarano entusiasti. Descrivono il trattamento come un importante sviluppo nella ricerca sul cancro; il vaccino, infatti, è progettato per “addestrare” il corpo dell’individuo a riconoscere e difenderlo da tumori specifici. Inoltre, secondo una fonte verificata, il trattamento del vaccino è stato sviluppato appositamente per questo paziente per evitare che il suo cancro si ripresenti. Sebbene esistano già altri vaccini contro il cancro, questa iniezione specifica è personalizzata in base al DNA della persona.

Il trattamento, secondo Medical N.Today, consiste in una serie di iniezioni sottocutanee, somministrate solamente da personale sanitario. Anche se la sperimentazione non è ancora ultimata, gli esperti dicono che se avrà successo, il vaccino sarà una svolta  innovativa nel campo del trattamento contro i tumori.

Fino ad oggi, le cure contro questo tipo di patologie erano chirurgia, ricostruzione o radioterapia. Quest’ultima, non priva di controindicazioni, tra cui:  nausea, problemi alla vescica, emicrania, e piaghe della bocca.

“Quando ho avuto il mio primo trattamento contro il cancro nel 2011, avevo l’impressione che non sarebbe tornato “, dice Graham. “La mia più grande paura si è realizzata nel 2016, quando si è ripresentato; e poi nel 2019. E dopo in altri due casi nel 2021”.

Vaccino contro il cancro: una testimonianza importante per un futuro migliore

Purtroppo, come racconta lo stesso Booth, quando il tumore si è ripresentato nel 2021, ha cominciato a sentirsi senza speranza. Tuttavia, ora sta partecipando alla sperimentazione clinica per cercare di prevenire una nuova recidiva.

L’anno scorso, ho avuto la sensazione che il cancro progredisse e non c’erano più molte possibilità”, racconta Graham. “Questo trial clinico ha aperto nuove porte e mi dà un po’ di speranza che il mio cancro non tornerà. E questo potrebbe aprire la strada anche ad altre persone. Spero di avere un futuro più luminoso. Un po’ di speranza che non ritorni mai più, il che significherebbe il mondo per la mia famiglia e per tutti quelli che mi circondano”.

La sperimentazione, è supervisionata dal Dr. Christian Ottensmeier, professore di immuno-oncologia all’Università di Liverpool e consulente di oncologia medica al Clatterbridge Cancer Centre. Il vaccino, è chiamato TG4050 per il trattamento dei tumori della testa, del collo e del cancro ovarico.  Inoltre, la cura, è prodotta dalla società di biotecnologie Transgene, con sede in Francia, <<focalizzata sulla progettazione e sullo sviluppo di immunoterapie mirate per il trattamento del cancro>>.

“È un giorno davvero emozionante per questa importantissima e potenzialmente rivoluzionaria ricerca”; dice il dottor Ottensmeier.

Graham riceverà più iniezioni di immunoterapia personalizzata nel corso del prossimo anno. Se il vaccino avrà successo, addestrerà il suo sistema immunitario a prevenire la ricomparsa del cancro.

In conclusione:

“Aver raggiunto la fase in cui un paziente riceve questa terapia, che solo pochi anni fa era considerata fantascienza, è davvero incredibile”, ha detto Ottensmeier.

Anche se Graham è il primo partecipante a questa sperimentazione clinica, il dottor Ottensmeier dice che i ricercatori stanno aggiungendo altri pazienti e sperano che alla fine saranno in grado di aiutare le persone con altri tipi di cancro.

Siamo davvero grati a Graham per aver accettato di partecipare a questo studio di ricerca clinica”, conclude il dottor Ottensmeier.

E’ meraviglioso che siamo stati in grado di passare dalla fase teorica di questa ricerca, alla creazione di un trattamento per le ”persone reali”. Abbiamo tutti aspettato a lungo che questo giorno arrivasse. Pensiamo che farà una vera differenza per i pazienti che trattiamo a Clatterbridge“.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24