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Ansia, obesità e cellule senescenti: scoperta la correlazione

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Un nuovo studio svolto su topi obesi ha fatto emergere la correlazione tra obesità, ansia e presenza di cellule zombi nel cervello.

Ansia, obesità e cellule zombi

I ricercatori  della Mayo Clinic hanno dimostrato che le cellule “zombi”, ovvero senescenti, sono strettamente collegate all’obesità e all’ansia. La loro rimozione ha fatto calare gli stati ansiogeni nei topi.

In base alle recenti ricerche è emerso che l’obesità, nei topi come negli esseri umani, aumenta il livello di cellule “zombi”( o senescenti )nel cervello. Tali cellule sono implicate nell’insorgenza di patologie come osteoporosi e diabete e sono coinvolte nei processi degenerativi legati all’invecchiamento.

Ciò che non si conosceva era il loro ruolo nella nascita, gestione e scomparsa dell’ansia. Lo studio sui topi obesi ha dimostrato che se vengono utilizzati farmaci senolitici per eliminare le cellule zombi, i comportamenti ansiosi spariscono.

Ansia e cellule zombie, l’esperimento sui topi

Per verificare gli stati di ansietà nei topi sono stati utilizzati  test scientificamente validati. Un topo ansioso, ad esempio, tendeva ad evitare aree aperte anche nel suo ambiente e tendeva a muoversi solo lungo le pareti esterne o gli angoli del suo recinto. Inoltre, i topi ansiosi si comportavano diversamente nei labirinti, muovendosi male e con esitazione, spesso non riuscendo neppure a  completare il test.

Comportamenti che si riscontrano, in modo analogo, anche in esseri umani affetti da ansia.

Dopo la rimozione delle cellule zombi dal cervello, i topi hanno abbandonato questi comportamenti ansiosi pur restando ancora obesi.

Il prossimo passo per la ricerca consisterà nell’effettuare studi preclinici per determinare con esattezza quale tipo di cellule senescenti sono responsabili dell’obesità e dell’ansia e, di conseguenza, affinare la prevenzione e le cure.

Si sono sempre considerati e affrontati i 3 fattori separatamente; la scoperta della correlazione tra obesità, presenza di cellule senescenti nel cervello e comportamenti ansiosi potrebbe significare una svolta e aprire la strada a nuovi approcci.

 
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Autore dell'articolo: Samanta Airoldi

Samanta Airoldi
Nasco in quello scrigno fatto di mare e pesto chiamato Genova. Dopo aver conseguito Laurea e Dottorato in Filosofia sono andata a vivere per un periodo a Dublino e poi a Milano, dove tutt'ora mi trovo. Scrivo libri di Filosofia Politica e Sociale, collaboro con blog e web magazine e vivo una tranquilla e folle vita da Vegana/Animalista/Ambientalista seguace della Decrescita Felice.