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Infezioni batteriche: metodo rapido di diagnosi che salva milioni di vite

         
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Ricercatori americani hanno messo a punto un metodo rapidissimo per diagnosticare in fretta le infezioni batteriche e salvare milioni di vite.

Un metodo rivoluzionario per diagnosticare le infezioni batteriche

Ogni anno gli americani sviluppano oltre 1,5 milioni di casi di sepsi a causa di infezioni batteriche. Moltissimi di questi casi si rivelano fatali.

Al momento, la sepsi viene diagnosticata attraverso la coltivazione di batteri in coltura, un metodo lungo che può richiedere  due o più giorni.

Ma è stato studiato un nuovo  sistema diagnostico che  potrebbe migliorare  radicalmente la situazione:  un test unico nel suo genere che può simultaneamente filtrare tutti i batteri patogeni umani conosciuti, identificando i geni che danno origine alla resistenza agli antibiotici. Tutto in 70 ore.

Questo metodo rivoluzionario, chiamato BacCapSeq, è stato progettato da ricercatori della Columbia University,  con lo scopo di  accelerare in modo significativo la diagnosi di infezioni batteriche letali e salvare, quindi,  migliaia di vite ogni anno.

BacCapSeq è in grado di rilevare il DNA  dei 307 diversi tipi di batteri patogeni noti, valutando contemporaneamente la loro virulenza e resistenza antimicrobica.

Funzionamento e limiti del nuovo sistema anti infezioni batteriche

BacCapSeq funziona utilizzando 4,2 milioni di molecole chiamate oligonucleotidi che si comportano come sonde genetiche, legandosi a sequenze di DNA in batteri presenti nel sangue.

Lo stesso metodo non rileva solo i batteri, ma anche i marcatori di geni antimicrobici noti.

Tuttavia questo nuovo sistema per diagnosticare le infezioni batteriche non è perfetto.

Prima di tutto  un test è qualitativo e non quantitativo: non può sostituire i test PCR in casi  in cui è importante conoscere la quantità di batteri.

Inoltre, è valido solo in situazioni di  patogeni esistenti: un nuovo batterio che differisce dai patogeni conosciuti di oltre il 40% della sua sequenza codificante non verrà rilevato.

I margini di miglioramento ci sono e sono ampi e, infatti, i ricercatori sono già al lavoro per perfezionare il sistema e renderlo sempre più performante nella lotta alle infezioni batteriche.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24