Biotestamento, approvato il ddl alla Camera

Il ddl sul biotestamento è stato approvato alla Camera dei Deputati, con 326 voti a favore, 37 contrari e 4 astenuti. Il testo, che ora passera alla votazione del Senato, introduce la Dat, ovvero la dichiarazione anticipata di trattamento. Questo consentirà al paziente di rifiutare le cure in particolari situazione di salute.

Forza Italia, Lega Nord e centristi si schierano contro il ddl, e annunciano battaglia in Senato. Difatti, oggi alla Camera la maggioranza è stata di quelle più strane: una collaborazione tra Pd e M5s, che hanno consentito alla legge di ottenere il voto positivo. Forse, la stessa asse licenzierà il testo anche dal Senato, così come approvato oggi dall’aula.

Il M5s chiede che nel biotestamento sia inserita anche l’eutanasia

Un emendamento degli ultimi minuti proposto dal M5s richiedeva l’inserimento nel disegno di legge anche dell’eutanasia. Il testo è stato però bocciato dall’aula di Montecitorio con 268 no e 84 si, oltre a 23 astenuti. Nonostante l’alleanza tra i due partiti maggiori in Italia, l’eutanasia non sarà permessa in Italia, anche se le norme approvate non hanno nulla da inviare alla pratica tanto utilizzata in Svizzera, dove si è recato qualche mese fa anche Dj Fabo, rimasto paralizzato e cieco dopo un incidente.

Critiche dalle opposizioni, soprattutto legati al mondo cattolico

«Si vuole fare entrare nel nostro ordinamento giuridico l’eutanasia e vi entra nel modo più barbaro: la morte per fame e per sete. La battaglia però non è finita. Continua al Senato dove i rapporti di forza sono diversi e noi contiamo che i colleghi del Senato la proseguano fino alla vittoria» è la nota scritta e diffusa da diversi deputati della minoranza, tra cui Forza Italia, Udc e Lega Nord.

Sono i deputati “cattolici” che non hanno mai approvato il trattamento di fine vita, a causa dei quali questo ddl ha atteso oltre 8 anni prima di vedere una reale e seria discussione e votazione in Parlamento.

«È un importante e positivo atto di responsabilità il voto con il quale la Camera ha approvato le norme sul testamento biologico. La discussione è stata affrontata con tutta la serietà necessaria, dedicando alla diverse proposte un dibattito approfondito, prima in commissione e poi in aula. È stato un confronto a volte duro, ma non è mai mancata la capacità di ascolto reciproco. Con questo voto, che spero possa presto trovare analogo riscontro in Senato, la cultura dei diritti civili fa un altro passo avanti nel nostro Paese. E la politica mostra che il ritardo nei confronti della società e delle sue domande può essere colmato». Queste sono invece le parola della Presidente della Camera Laura Boldrini, soddisfatta del voto avvenuto oggi.

Immagine presa da L’Unità.

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