Cyborg Erica: il robot più bello mai realizzato

La fantascienza ha sempre ispirato scrittori, scienziati, registi e tanto altro in tema di antropomorfa. Sin da fine anni ’20 abbiamo assistito a pellicole che facevano immaginare il futuro dove ognuno avrebbe avuto un robot proprio, che avesse svolto i compiti domestici o qualsiasi altra cosa. Il primo film nel quale recitò un cyborg fu Metropolis: film muto del regista Fritz Lang (1927). Possiamo ricordare anche la satira, anni ’80, Io e Caterina dove Alberto Sordi, tra le risate, ci porta in un mondo maschilista e femminista furente.

Chi è il cyborg Erica

Erica è un robot: una giapponese ventitreenne, ridente, forte ed espressiva dalle sembianze umane. Il cyborg più bello ed evoluto mai creato al mondo. Concepita e costruita per essere “una ragazza di 23 anni di stirpe giapponese, con una energica consapevolezza di sé e che adora ridere”; sembra tutto perfetto se non fosse per il fatto che Erica non è umana, ma è un cyborg. E’ uno dei robot dei più evoluti mai costruiti al mondo. Si tratta dell’androide più somigliante all’essere umano mai ideato e realizzato sinora. Un progetto frutto di una cooperazione tra l’università di Osaka, quella di Kyoto e l’A. T. R. I. I. (Advanced Telecommunications Research Institute International) di Tokyo. Il cyborg Erica, sembra quasi celebrare e ricordare “i replicanti di Blade Runner di Ridley Scott”. I creatori del robot sono: Hiroshi Ishiguro e Dylan Gras, questi ultimi fanno parte di un progetto giapponese molto importante ad alto contenuto tecnologico.

Il disegno del cyborg nella mente degli ideatori

I due ingegneri e creatori di Erica, il cyborg dalle sembianze umane, hanno dichiarato che nel creare il robot, hanno pensato di costruire qualcosa che potesse avvicinare il più possibile alla comprensione dell’essere umano. Per Gras e Ishiguro non è stata un’impresa semplice, cercare di riprodurre il funzionamento del cervello umano e di come nascono e si sviluppano emozioni, desideri, azioni e tanto altro. Ogni essere umano ha il bisogno irrefrenabile di sentirsi unico e speciale; ma gli umani alcune volte non riescono ad accettare nemmeno sé stessi, potranno farlo con un robot, chissà.

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