Mi chiamo Sophia: sono un androide

Mi chiamo Sophia: sono un androide

         
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Mi chiamo Sophia: sono un androide, sostiene il robot con sembianze umane straordinariamente futuristiche. E le sue parole catapultano, inevitabilmente, al pensiero che l’intelligenza artificiale applicata alla robotica, fa davvero passi da gigante. Sophia, l’androide famoso in quasi tutto il mondo è considerato l’esemplare più riuscito.

Si è svolto a Milano il meeting annuale “Innovation by Ania”, presso il Palazzo Mezzanotte. L’evento, che è promosso dall’Associazione Nazionale per le imprese assicuratrici, ha visto protagonista Sophia, un eccellente progetto di robotica.

L’incontro ha evidenziato le caratteristiche e le peculiarità del robot più avanzato mai creato dalla compagnia Hanson Robotics con sede a Hong Kong.

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Mi chiamo Sophia: sono un androide creato per aiutare gli esseri umani

Davvero impressionante Sophia con le sue eccezionali sembianza umane. La sua stupefacente performance, che le permette addirittura di simulare una gamma completa di espressioni facciali: ben 62!

Può evidenziare e, riconoscere i volti delle persone. Può avere anche delle conversazioni. Già famosa in quasi tutto il mondo, Tv e Media la vedono come indiscussa protagonista dei programmi.

Dagli show televisivi agli eventi informatici, Sophia appare ovunque.

Diventa famosa per aver ottenuto la cittadinanza saudita. Questo dopo aver partecipato al “Future Investment Summit a Riyad”; qui è nominata come primo “Innovation Champion” del programma delle Nazioni Unite dedicato allo sviluppo.

Il titolo dell’evento, promosso da Ania, s’intitola “Innovazione e Welfare salute e benessere nell’era digitale”.

Nel corso del Meeting sono affrontati diversi aspetti legati sia alla ricerca scientifica sia all’evoluzione. Soprattutto a quelle che possono essere le nuove prospettive della robotica in sezioni multifattoriali come: Tecnologia, medicina, scienza, economia.

Ad aprire le danze, Maria Bianca Farina (presidente di Ania) che dichiara:

“Un nuovo modello sulla salute che, mantenendo al centro il servizio universale, utilizzi in modo strutturato tutte le competenze e le risorse; ottimizzando l’imprescindibile rapporto pubblico-privato”

Di seguito sono intervenuti anche il genetista Bruno Dallapiccola; che è anche direttore scientifico dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù e del professor Fabio Pigozzi rettore dell’Università Foro Italico.

L’incontro ha messo in luce anche quello che può essere l’impatto della Robotica in campo sociale.

Al tavolo con questi grandi personaggi del Mondo culturale-scientifico, anche le basi dedicate a un’opportunità sull’offerta dell’Innovazione; ed ancora come l’applicazione robotica possa essere impiegata nelle imprese assicuratrici.

Mi chiamo Sophia: sono un androide. Il discorso del Robot

Parla così Sophia al Palazzo mezzanotte di Milano, mentre si rivolge alla commissione di ricercatori tecnico-scientifici:

“Un futuro in cui i robot potranno aiutare gli esseri umani non solo a fare alcune cose ma anche a sentirsi meglio. Noi robot potremo misurare la pressione, il battito cardiaco e aiutare i chirurghi in operazioni complesse e lunghe che al momento non sono possibili. Siamo stati creati per aiutare gli umani; che così, anche grazie a noi, potranno concentrarsi su questioni più difficili e creative e noi ci occuperemo della routine”.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24