Danni organi Covid: i casi prolungati di Coronavirus hanno problemi

Danni organi Covid: i casi prolungati di Coronavirus hanno problemi

         
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È proprio il caso di dirlo: non si finisce mai di imparare. O forse del nuovo virus conosciamo ben poche cose. Infatti, un nuovo studio afferma che le persone giovani e precedentemente sane, se presentano i sintomi del Coronavirus, anche dopo 4 mesi dalla prima infezione presentano danni a più organi. Dunque nei pazienti troviamo danni agli organi legati al Covid. Questa nuova scoperta aiuterebbe a sviluppare trattamenti per coloro che si ammalano per molto tempo con il nuovo Coronavirus.

Tra i sintomi troviamo Stanchezza, annebbiamento del cervello, mancanza di respiro e dolore. Domenica, l’OMS ha annunciato che avrebbe lanciato una rete di oltre 40 cliniche specialistiche per i trattamenti lunghi del Covid-19. Qui troveremo medici, infermieri e terapisti che valuteranno i sintomi fisici e psicologici dei pazienti. Lo studio Coverscan mira a valutare l’impatto a lungo termine del Covid-19 sulla salute degli organi in circa 500 individui “a basso rischio“. Ciò significa che hanno analizzato pazienti giovani senza grossi problemi di salute di fondo, ma che hanno contratto i sintomi del Coronavirus.

Danni organi Covid: il rischio dei pazienti a distanza di diversi mesi

I dati preliminari dei primi 200 pazienti sottoposti a screening suggeriscono che quasi il 70% ha menomazioni in uno o più organi. Tra essi troviamo cuore, polmoni, fegato e pancreas, quattro mesi dopo la loro malattia iniziale. “La buona notizia è che il danno è lieve, ma anche con una lente conservativa, c’è qualche danno e nel 25% delle persone colpisce due o più organi“, ha detto Amitava Banerjee, cardiologa e professore associato di scienza dei dati clinici presso l’University College di Londra.

Questo è interessante perché abbiamo bisogno di sapere se le menomazioni continuano o migliorano – o se c’è un sottogruppo di persone che potrebbe peggiorare“. In alcuni casi, ma non in tutti, c’era una correlazione tra i sintomi delle persone e la sede del danno d’organo. Ad esempio, i disturbi cardiaci o polmonari erano correlati alla mancanza di respiro. Invece i disturbi del fegato o del pancreas erano associati a sintomi gastrointestinali. Tuttavia, lo studio non dimostra che i disturbi d’organo rappresentino la causa dei sintomi in atto nelle persone.

L’età media delle persone che hanno partecipato allo studio è stata di 44 anni. Continueranno a essere monitorati e i ricercatori stanno anche scansionando persone che non hanno avuto il Covid-19 o altre infezioni virali come l’influenza.

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Fonte immagine copertina: Pixabay

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Autore dell'articolo: Francesco Menna

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Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com