le 2 false ragioni che rallentano il successo

Due false ragioni che rallentano il successo

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Due false ragioni che rallentano il  successo. Ed il piccolo consiglio che ci aiuta a distruggerli

Dell’importanza di dover programmare i propri obiettivi, abbiamo già parlato nei precedenti articoli; ora parliamo delle due false ragioni che rallentano il mio successo.

Abbiamo visto quanto sia importante farlo per poter essere certi di condurre un’esistenza felice, ed abbiamo anche visto quanto sia difficile a volte riuscire a perseguirli.

Ovviamente i motivi che ci possono rallentare  possono essere i più disparati, ma in questo articolo, vi vorrei far riflettere su uno degli ostacoli che più di altri ci boicotta.

Esiste una frase che ci ripetiamo spesso e che rappresenta un vero e proprio autoinganno. Sto parlando di quella frase che il più delle volte è una perfetta copertura: “Non ho tempo” oppure ”sono troppo impegnato” che sono la stessa cosa.

La frase corretta, per quanto non ci piaccia sentirlo, è: “Sono mal organizzato”.

Lo so cosa stai pensando: “ma che ne sai tu dei mie impegni”, o “ci ho provato in tutti i modi”.

È normale che lo pensi, ma sappi che, a farti parlare, potrebbe essere da un lato la consuetudine che ti inganna privandoti della possibilità di poter vedere le cose da un’altra angolazione, dall’altro lato la mancanza di strumenti che ti rendono performante.

Mettersi sempre in dubbio e concedersi l’opportunità di valutare le cose da altre angolazioni è fondamentale.

Quali sono due false ragioni che rallentano il successo?

Il primo motivo risiede nel procrastinare a priori i compiti che dovremmo svolgere.

Nemmeno ci proviamo, in quanto, dal nostro modo di interpretare la realtà che viviamo, siamo talmente impegnati che nemmeno iniziamo a fare quella determinata cosa, e finiamo per portarcela dietro a lungo.

A quel punto, il sassolino nella scarpa diventa col tempo è diventato un enorme macigno sulle spalle che ci rallenta fino a bloccarci. Non ha importanza se in realtà avrei avuto il tempo per farla, nemmeno ci provo.

Il secondo motivo ci colpisce quando, a differenza del primo, decidiamo di voler fare troppe cose assieme.

Riempiamo una lista enorme di cose da fare e ovviamente ne riusciamo a fare solo una minima parte. A questo punto ci sentiamo frustrati perché non siamo riusciti a svolgere tutti i compiti.

La conseguenza è che si abbassa il nostro livello di autostima, e diminuendo ci farà sentire sempre meno capaci in relazione alle false aspettative che ci eravamo dati nel poter svolgere tutte quelle cose assieme. A quel punto non facciamo più nulla.

Come fare allora?

Ed eccoci al piccolo ma efficacissimo consiglio.

Prova ad immaginare la lista dei tuoi impegni come una ricetta culinaria. Gli ingredienti, ovvero i compiti, vanno dosati con maestria, né di più né di meno, altrimenti il pasto, ovvero la vita sarà un pasticcio.

Ovviamente mettere seriamente mano alla propria vita per migliorarsela e renderla degna di essere vissuta, è un duro lavoro che passa attraverso una scelta consapevole ed in alcuni casi anche con la decisione di rivolgersi ad un professionista in grado di fornire i giusti strumenti.

E come ben sappiamo solo con l’assunzione delle proprie responsabilità possiamo edificare la strada per il cambiamento. In tutti gli altri casi in cui rimandiamo ad altri o ad altro le cause del nostro insuccesso rimaniamo fermi dove siamo, non progrediamo e cadiamo nella spirale dell’abbassamento dell’autostima.

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Massimiliano Cilli Performance Enhancer Coach

 
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Autore dell'articolo: Massimiliano Cilli

Massimiliano Cilli
Mental Coach, Formatore e Consulente. Sostenitore dell’importanza della crescita personale come strumento per vivere una vita felice e consapevole, ha iniziato la sua carriera come imprenditore curando start up sia in Italia che all’estero. Dal 2005 si dedica a tempo pieno alla formazione, al Coaching ed alla consulenza avendo tra l’altro conseguito un master in comunicazione, consulenza e Coaching strategico presso il Centro di terapia Strategica di Arezzo condotto dal professor Giorgio Nardone. Partendo dall'assunto che tutti siamo unici ed irripetibili, offre soluzioni uniche, che come abiti sartoriali calzano alle difficoltà da risolvere piuttosto che offrire soluzioni standard alle quali il cliente dovrebbe adattare la sua problematica. Opera maggiormente in Italia ed a Singapore.