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Egopower, nei consumi vince l’io

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Egopower, nei consumi vince l’io. Presentato il report Miti dei consumi, consumo dei miti del Censis che mette in evidenza la nuova filosofia del consumatore egocentrico

Se la società è incattivita e ostile, allora tanto vale pensare a me stesso e alla mia famiglia: ecco la radice egoistica dell’egopower.

Prodotti selezionati in modo rigoroso per i quali conviene spendere di più, prodotti che gratificano il consumatore nella convinzione che si possa fare il ben della comunità.

Massimiliano Valerii, direttore generale del Censis:

Le famiglie avevano previsto la recessione, per questo hanno continuato a tenere i soldi fermi e i consumi non sono ripartiti.

Ma il mistero dei consumi non si spiega solo con le variabili economiche. Conta l’immaginario collettivo, in cui vince la potenza della soggettività.

Si scelgono sempre più i prodotti in grado di migliorare la qualità quotidiana della vita e che incarnano l’idea che il consumatore ha di se stesso e del mondo, che vorrebbe poter migliorare.

Su quali criteri si basa la nuova filosofia egopower?

La selezione dei prodotti è fondamentalmente orientata alla scelta del free from che spiega, per esempio:

  • l’acquisto di beni senza lattosio (+8,5% in valore nel periodo gennaio-agosto 2017-2018 nei punti vendita Conad, di cui +94,3% i formaggi grana),
  • i prodotti con farine benessere a base di cereali superfood (+3,1% nelle stesso periodo, di cui la pasta vegetale +30,2% e i biscotti +11,5%),
  • gli integratori (+3,3%, di cui gli antiossidanti +19,5% e le vitamine e i minerali +12,3%).

Sono i consumi dell’io che vuole bene a se stesso.

Poi a tirare di più sono i prodotti biologici (+8% nello stesso periodo, di cui le bevande +23,8% e l’ortofrutta +17,2%) che, oltre a fare stare bene il consumatore, gli consentono di dire la sua sul mondo.

L’egopower del consumatore passa non solo dai negozi ma naviga anche online:  9,7 milioni gli italiani “compulsivi” nell’uso dei social network

Di questi, 12,4 milioni sono “pragmatici”, cioè li usano per ampliare i propri circuiti relazionali, e 13,2 milioni sono “spettatori”, nel senso che con regolarità leggono i post e guardano le foto degli altri, ma intervengono poco o per niente in prima persona.

Il primato dell’egopower uccide i miti: il 90,8% degli italiani non ha modelli a cui ispirarsi e il 49% (il 53,3% tra i più giovani) è convinto che oggi chiunque possa diventare famoso.

Ecco l’immaginario collettivo in cui tutti sono divi o possono diventarlo, e allora nessuno lo è più.

Quindi, ad oggi, per catturare mente, cuore e portafoglio del consumatore egopower, occorre inseguirlo nel suo tour tra i diversi canali di comunicazione

Questo spiega perchè, nell’ultimo anno ,23,7 milioni di persone hanno acquistato un prodotto o un servizio perché ne hanno visto o sentito la pubblicità su tv, radio, giornali o riviste.

Un’altra fetta pari a 18 milioni perché ne hanno visto o sentito la pubblicità sui social network.

E “solo” 7,7 milioni perché consigliati da un influencer su blog e social media, 6,8 milioni perché consigliati da una celebrity di cui si fidano.

Il report del Censis, chiude con una chiara ed esaustiva spiegazione del fenomeno:

Diffidenza e gelosa custodia della propria autonomia decisionale: ecco il sentiment del consumatore al tempo dell’egopower. Il nuovo consumatore è un mix di razionalità ed emozioni.

E l’egopower lo rende diffidente persino verso esperti e competenza (il 25% dei giovani ne diffida) rendendolo a volte vulnerabile all’ospite inatteso e sgradito delle fake news.

 
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Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.