Elon Musk alla convention della Mars Society: Starship verso Marte
Siamo arrivati alla 23a edizione della convention internazionale della Mars Society. Una volta all’anno i membri dei vari capitoli nazionali si riuniscono in una convention con un ricco carnet di esperti e addetti ai lavori nel campo aerospaziale e nello specifico quello dell’esplorazione marziana. Questo particolare 2020 ha costretto gli organizzatori a ripiegare a una convention virtuale che non sembra abbia scoraggiato i “visitatori” attiati anche dai nomi dei relatori. A una convention della Mars Society non poteva certo mancare Elon Musk, CEO di SpaceX.
L’intervento di Elon Musk alla convention della Mars Society
Nel suo intervento con Robert Zubrin, Presidente della Mars Society, Elon Musk ha fin da subito ribadito quali sono gli scopi della SpaceX e nello specifico del progetto Starship: raggiungere Marte per restarci.
Lo stesso scopo della Mars Society rispecchia quanto chiarito subito da Musk.
Non si tratta di una semplice vanità tecnico-(fanta)scientifica, quello di stabilirsi su Marte ha motivazioni che fondano le proprie basi sulla sopravvivenza della razza umana. Come detto dalla stesso Musk: “Sarebbe una seconda chance per l’umanità” prima che si distrugga in una “probabile terza guerra mondiale“.
Dietro queste affermazioni c’è uno studio approfondito sulla possibilità di vita nell’universo culminato con la nascita del “paradosso di Fermi“.
Se l’Universo e la nostra galassia pullulano di civiltà sviluppate, dove sono tutte quante?
A questa domanda si sono trovate cinque possibili risposte:
- Siamo soli
- Le civiltà evolute hanno breve durata
- Esistono, ma sono troppo lontane nello spazio e nel tempo
- Esistono, ma sono troppo lontane nello spazio e nel tempo
- Non siamo in grado di ricevere comunicazioni
Nella seconda risposta si considera la possibilità che le civiltà evolute siano incapaci di difendersi da eventi catastrofici planetari o di non autodistruggersi.
La fine del mondo, vista da un punto di vista scientifico, è una probabilità ben tangibile, misurabile con le percentuali di possibile collisione con asteroidi, i dati che ogni giorno ci arrivano dal pianeta.
Tutti fattori che hanno portato il famoso Orologio dell’apocalisse a un minuto e quaranta secondi dalla mezzanotte.
Musk ha affermato che il rendere la civiltà umana una civiltà multiplanetaria con insediamenti sostenibili su Marte (e la Luna) alzerebbe la probabilità dell’Umanità di sopravvivere a sé stessa.
Una Starship per raggiungere Marte
Per portare a termine la colonizzazione marziana è fondamentale la creazione di un vettore in grado di portare a termine il viaggio. La SpaceX sta lavorando a questo da svariati anni e quello che ne è nato e la Starship.
Un’astronave in grado di (almeno su carta) portare centinaia di persone in un unico viaggio o massicci quantitativi di carico.
Alle domande, Musk ha dato delle scadenze abbastanza vaghe (e con ogni probabilità approssimative se non ottimistiche) ovvero:
- Raggiungimento dell’orbita terrestre nel 2021
- I primi voli con il booster Super Heavy ( in una conformazione con soli 2/4 motori per minimizzare le possibili perdite)
- Nel 2022 si potrà cercare di rifornire una Starship in orbita.
- Sempre nel 2022/2023 lo sviluppo di una versione lunare della navicella.
- I primi voli (autonomi) verso Marte nel 2024.
Ha inoltre invitato i ricercatori a indicare possibili siti d’atterraggio nei pressi di riserve di acqua ghiacciata. Alla domanda: “Cosa può fare la Mars Society per aiutarti?” Elon ha risposto che avrà la necessità di avere persone disponibili ad andare su Marte in questa nuova e possibile odissea per l’umanità.
Per saperne di più:
Il sito ufficiale della Mars Society
Il sito ufficiale della Mars Planet – Italian Mars Society
Fonte foto: Mars Society
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