Gli avvocati scrivono a Conte

Gli Avvocati scrivono a Conte una lettera aperta

         
Iscriviti al Feed di Webmagazine24.it intopic.it feedelissimo.com Segnala a Zazoom - Blog Directory
 

Gli Avvocati scrivono al premier Conte: “torniamo al più presto a una normalità costituzionale”

Avvocati e Presidenti di Tribunale piemontesi scrivono una lettera aperta al premier Conte. Una missiva lunga e accorata, nella quale i giuristi manifestano le loro perplessità sulla legittimità costituzionale dei provvedimenti restrittivi adottati dal Governo per contenere la diffusione della pandemia nel Paese.

Oltre 30 autorevoli professionisti del diritto prendono carta e penna per scrivere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Usano toni duri nel commentare le misure disposte dal Governo per contrastare la propagazione del virus; ma soprattutto, auspicano che la Costituzione ritorni protagonista nelle scelte della politica in relazione alla Fase 2. Tra i firmatari di questo appello corale, c’è anche  l’avvocato Franzo Grande Stevens e il Presidente del Tribunale dei minori di Torino Stefano Scovazzo. Ad allarmare i giuristi autori della missiva a Giuseppe Conte, ci sono le “restrizioni delle libertà fondamentali” quale diretta conseguenza delle misure di contenimento del contagio.

Ad opinione dei redattori della lettera, tali limitazioni “generano gravi dubbi di costituzionalità e rappresentano un pericoloso precedente per lo Stato di diritto”. L’ombra della illegittimità costituzionale viene gettata anche sulle modalità di attuazione dei provvedimenti restrittivi, ritenute spesso aggressive delle libertà fondamentali. Ebbene, una severa reprimenda poggia sul tavolo del premier, nonché collega avvocato, Conte.

Sospensione della giurisdizione nella fase 1: “è inaccettabile”

Altro boccone andato di traverso ai firmatari dell’invettiva contro le scelte del capo dell’Esecutivo, è quello della sospensione dell’attività giurisdizionale durante la Fase 1. Scrivono infatti: “è inaccettabile che la giurisdizione sia stata di fatto sospesa nella Fase 1, come se non fosse un’attività essenziale al pari almeno delle tabaccherie”.

I protagonisti del foro piemontese auspicano che questa situazione non debba più ripresentarsi in futuro, neanche in caso di nuovo lockdown. Sostengono infatti che l’attività dei Tribunali deve considerarsi essenziale, perché “non c’è Stato senza giurisdizione”.

Ulteriore rampogna riguarda le modalità di comunicazione dei provvedimenti: “Non è tollerabile che la comunicazione di piani, studi e misure di siffatta rilevanza sia rimessa a indiscrezioni o dirette Facebook senza contraddittorio, il dibattito sia riservato a esperti o si svolga al riparo dallo scrutinio pubblico e non sia possibile porre domande pubbliche ai decisori.”

Continua a leggere altri articoli.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24