Il 2020 sarà l'anno dell'autonomia

Il 2020 sarà l’anno dell’autonomia?

ROMA – Il 2020 sarà l’anno dell’autonomia? Se lo chiedono in molti, visto che si parla di questo tema in maniera sempre più insistente. Ricordiamo che il ministro Francesco Boccia è tra quelli che credono fermamente nell’autonomia. Intanto continuano le consultazioni.

Mercoledì 15 gennaio la Commissione parlamentare per le questioni regionali svolgerà l’audizione del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano (foto), nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul processo di attuazione del “regionalismo differenziato” ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. L’appuntamento, che si terrà presso l’Aula del III piano di Palazzo San Macuto, verrà trasmesso in diretta webtv, a partire dalle ore 8,30.

Il 2020 sarà l’anno dell’autonomia?

Nell’agenda del governo per il 2020 c’è anche l’autonomia: viene da domandarsi, sarà l’anno della verità? Ecco che cosa ha risposto a precisa domanda il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, in un’intervista da lui recentemente rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”:

«È un tema complicato e strategico. Per me è giusto riconoscere più autonomia ai territori, in un quadro di solidarietà nazionale e europea. Quello che non mi convince è l`approccio filo regionalista che si sta dando a questa discussione. Vorrei dare autonomia alle città, non alle Regioni. Ai sindaci, non ai consiglieri regionali. Il rischio infatti è quello di sostituire il centralismo dello Stato con il centralismo delle Regioni».

Renzi focalizza l’attenzione su un punto cruciale:

«Abbiamo già fatto un autogol clamoroso esattamente vent’anni fa con la riforma del Titolo V. Aver spezzettato le competenze ha creato una nuova burocrazia regionale, ha bloccato altri cantieri, ha rinviato opere pubbliche. Diamo invece poteri veri ai sindaci che sono in prima linea, che ci mettono la faccia e non solo la faccia, che sono riconosciuti e credibili».

L’ex premier, poi, conclude affermando:

«Su questi temi penso che nel dibattito di maggioranza e nella verifica che Conte ha proposto ci sarà modo di discutere. Siamo stati vent’anni a dire che il Titolo V è stato un errore e poi perseveriamo?».

Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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