Grave incendio Avellino: cosa è successo

         
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Grave incendio Avellino: grande paura in città

Il grave incendio che è scoppiato a Pianodardine, in provincia di Avellino ha lasciato tutti senza parole. Il 13 settembre 2019 infatti è accaduto quello che si può definire un disastro vero e proprio; precisamente verso le ore 13:00 all’interno del piazzale della Ics, sono divampate le fiamme. L’ industria componentistica stampanti produce dei contenitori di plastica per le batterie delle auto e, proprio per questo, è stato dichiarato lo stato di emergenza. Naturalmente sono arrivati sul luogo anche i tecnici dell’ARPAC, proprio per verificare quanto siano pericolose le sostanze tossiche rilasciate nell’aria e nei dintorni.

Grave incendio Avellino
Grave incendio Avellino

Preoccupazioni per la nube tossica: si cerca chiarezza

Ovviamente le operazioni dell’ARPAC dureranno non meno di 48 ore. A tal proposito una zona della città di Avellino sta accogliendo una centralina in grado di rilevare i valori delle polveri sottili. Altresì due centraline si trovano lungo due vie differenti della città. Tutto questo servirà per permettere la raccolta di più dati possibili, i quali poi saranno naturalmente diffusi e resi pubblici, al fine di tutelare al meglio la popolazione.

In via del tutto precauzionale è avvenuta l’evacuazione di tre famiglie che vivono a fianco al luogo dell’incendio. Le scuole a quanto pare rimarranno chiuse sabato 14 settembre, proprio per scongiurare qualsiasi tipo di intossicazione.  Le cause del disastro non sono ancora chiare, tuttavia le fiamme dopo molte ore e tantissimi vigili del fuoco, sembrano domate. Gli abitanti devono categoricamente restare con le finestre chiuse.

A tal proposito il sindaco di Avellino dice:

“Al momento non abbiamo dati sull’inquinamento, l’Arpac ce li fornirà domani. In via precauzionale consigliamo ai cittadini di non aprire le finestre ed evitare di uscire, ma ripeto sono misure precauzionali in attesa dei dati dell’Arpac”.

Ciò che è certo è che questi avvenimenti non migliorano la qualità dell’aria dei territori interessati. Non resta che attendere ulteriori sviluppi.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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