I primi sequestri di cannabis light

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I primi sequestri di cannabis light. In Italia non si può più commercializzare cannabis light. Lo ha stabilito di recente una sentenza della Corte di cassazione. I derivati, infatti della cannabis light, olio di resina e infiorescenze non verranno più venduti.  Secondo la legge 242 del 2016 è pertanto illegale diffondere questi prodotti. In passato, gli inquirenti hanno sequestrato le materie vegetali perché contenevano il livello di Thc in eccedenza rispetto a quello consentito. In ogni caso, però le forze dell’ordine hanno garantito di svolgere le loro attività secondo il nuovo orientamento giuridico.

I primi sequestri di cannabis light. I carabinieri a lavoro

Ieri ad esempio, i carabinieri di Lamezia Terme hanno preso in consegna e svuotato decine di distributori automatici di cannabis light. Il materiale era esposto in bellavista e pronto per la commercializzazione. I militari dell’arma hanno denunciato i titolari dei relativi esercizi commerciali. Sempre i carabinieri, questa volta della Compagnia di Sala Consilina nel Salernitano hanno denunciato un ventottenne , per detenzione a fine di vendita di sostanze stupefacenti. Nel corso di vari controlli, di attività commerciali, presso un bar dell’area di ristoro del Vallo Adriano, gli uomini della benemerita hanno scoperto altro materiale illegale. Hanno trovato 15 confezioni di infiorescenze di cannabis per un totale di  30 grammi di marijuana light, dal valore complessivo di 300 euro. Anche in questo caso l’ordine è scattato seguendo le nuove indicazioni della Corte di Cassazione.

Domande e risposte, cosa cambia

Chi vende quindi infiorescenze con bassi livelli di thc è al sicuro? Un singolo cittadino può lo stesso coltivare derivati della canapa a casa?. La filiera della industrializzazione della canapa è compromessa? Non è così semplice. I giudici hanno stabilito di abolire tutti i prodotti, che hanno un effetto drogante sulle persone. In particolare, le foglie, le infiorescenze tutte, gli oli e le resine ottenuti dalla coltivazione sono pertanto proibite. Cioè non possono essere più aperte al pubblico pagante.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24

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