Il rischio del ritorno del contagio è molto concreto

Il rischio del ritorno del contagio è molto concreto, Conte lancia l’allarme

         
Iscriviti al Feed di Webmagazine24.it intopic.it feedelissimo.com Segnala a Zazoom - Blog Directory
 

LODI – Il rischio del ritorno del contagio è molto concreto. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Lodi affermando quanto segue:

“Il pericolo di un contagio di ritorno o riesplosione dei focolai è concreto ed è la ragione che ci spinge ad adottare sì un allentamento delle misure ma con prudenza”.

Il rischio del ritorno del contagio è molto concreto

Il premier ha poi spiegato che, se i contagi dovessero risalire, si opterà per chiusure mirate:

“Abbiamo predisposto un congegno che ci permette di intervenire con un meccanismo di rubinetti. Allentiamo qualche misura ma siamo pronti, attraverso un algoritmo matematico e il controllo dei dati. Ai presidenti di Regione ho chiesto un database continuamente aggiornato. Calcolando i dati e le capacità delle terapie intensive e di fronte alla prospettiva che possa risalire il contagio, possiamo intervenire in modo mirato e chiudere il rubinetto”.

Ma cosa succederebbe se si riaprisse tutto, come chiedono alcune forze politiche? Le ipotesi non sono positive. Anzi. In una relazione tecnica consegnata al governo, Istituto superiore di sanità e Comitato tecnico-scientifico Cts mettono in guardia dai rischi e delineano vari possibili scenari per la fase 2.

Nel peggiore di questi scenari si prevede che a fronte di una riapertura delle attività quasi generalizzata, incluse le scuole, l’indice di contagio R0 tornerebbe a posizionarsi sopra il valore 2. Inoltre le terapie intensive raggiungerebbero la saturazione entro poco più di un mese, l’8 giugno.

I numeri dei ricoveri nelle rianimazioni tornerebbero cioè ad essere insostenibili, ha avvertito il ministro degli Esteri Luigi Di Maio:

“Sfido chiunque”, ha affermato, “ad avere un documento del comitato tecnico scientifico secondo cui in caso di riapertura totale avremmo rischiato 151mila ricoveri in terapia intensiva e volere la riapertura totale”.

Autore dell'articolo: Elena De Lellis