La scuola non è un posto fatato, lo dice la Azzolina

La scuola non è un posto fatato, lo dice la Azzolina

         
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ROMA – La scuola non è un posto fatato, lo dice la Azzolina. Ecco, infatti, che cosa ha dichiarato la ministra dell’istruzione:

“Abbiamo lavorato per ridurre al minimo il rischio contagio ma la scuola non è un posto fatato, asettico, dove il rischio è zero per questo abbiamo lavorato con l’Iss per avere un protocollo e stabilire cosa si fa se c’è un contagiato in classe. Dal 14 settembre la partita della scuola diventa molto sanitaria. Il caso di Roma al Marymount dimostra come il protocollo sta funzionando: inizialmente si era parlato di 65 persone che dovevano andare in quarantena, poi si è stabilito che solo 9 andranno in quarantena e seguiranno la didattica a distanza”.

La scuola non è un posto fatato

Ma non è tutto. Infatti la ministra dell’istruzione, Lucia Azzolina, ha anche spiegato che i docenti non possono rifiutarsi di lavorare da remoto, perché “le linee guida stabiliscono che se la classe è in quarantena la didattica deve continuare. Io credo ci voglia anche buonsenso. Tutti i Paesi europei stanno facendo così”. Intanto ieri la ministra ha partecipato alla riunione in videoconferenza dei Ministri dell’Istruzione del G20. Ecco cosa ha poi dichiarato sulla sua pagina Facebook:

“La cooperazione tra gli Stati membri del G20 e l’esperienza condotta da tutti i Paesi presenti, durante il periodo della chiusura delle scuole, rappresenta, oggi più che mai, un valore. Siamo infatti chiamati ad assicurare la continuità di uno dei più importanti diritti umani: il diritto all’Istruzione”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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