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La web reputation cos’è? Intervista a Marina Rendine

         
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La web reputation cos’è? Ne parliamo con Marina Rendine. Il mondo del web e una delle sue mille sfaccettature: come si “sta” online

Internet ci ha cambiato la vita, inutile negarlo ma è davvero così facile starci dentro e fare i conti con la web reputation?

Lo abbiamo chiesto a chi fa di questi aspetti il suo lavoro: Marina Rendine Web reputation analysis e ICT Training e Digital branding (tra le altre cose).

Come ti sei avvicinata al mondo dell’Informatica?

Avevo quasi 20 anni quando vissi il momento in cui la scuola di mio padre passava dalla formazione professionale su macchine per scrivere e calcolatori elettronici, ai corsi sui Personal Computer con schermo monocromatico con MS-DOS, WordStar e Lotus 1-2-3.

E, dopo qualche anno, con i monitor a colori e le prime versioni di Windows, Word, Excel… Fu molto elettrizzante trovarsi nel mezzo di un cambiamento così importante!

Mi venne naturale proseguire gli studi in questo ambito.

Lavoro nel web dai tempi dei floppy disk e delle prime connessioni a 56K, quando ancora non si parlava di Social Media, di Blog né tantomeno di SEO.

Ancora oggi continuo a leggere, studiare e confrontarmi ogni giorno.

La formazione e l’aggiornamento continuo sulle tecnologie digitali sono per me una priorità, il Digital Marketing è la mia passione.

Dagli inizi ad oggi cos’è cambiato con l’arrivo di Internet?

Dopo la stampa Internet rappresenta la più grande rivoluzione, non solo tecnologica ma anche socio-culturale.

Ha trasformato noi, lo spazio e il tempo. Ha ridotto e, in alcuni casi, annullato le distanze.

Rivoluzionato il modo di stringere amicizie, la ricerca del lavoro, gli acquisti, il modo di reperire informazioni e la velocità di diffusione dei dati che avviene con una rapidità senza precedenti.

Se alla sua nascita Internet era riservato alla comunità scientifica e alle associazioni governative e amministrative, il boom c’è stato intorno al 2000 quando è entrato a gamba tesa nel nostro mondo, rivoluzionandolo.

Da qui in poi le persone hanno cercato sempre di più il contatto, lo scambio online.

Che hanno poi trovato voce nei Social Network, in primis Facebook disponibile in lingua italiana dal 2008.

Tante cose sono cambiate dall’inizio a oggi… In meglio? In peggio?… Ritengo che non ci sia la risposta giusta e quella sbagliata.

Il genetista Edoardo Boncinelli disse: “Qualcuno pensa che perderemo certe facoltà, come ricordarsi, sfogliare, impegnarsi… Ma lo hanno detto per tutte le innovazioni!”.

Personalmente, sposo questo pensiero.

Oggi ‘andare su Internet’ è diventata un’abitudine, lo facciamo in ogni luogo per scorrere le foto su Instagram, per rispondere alla domanda di Facebook “Cosa stai pensando?” e molto altro.

Ci sentiamo persi se la connessione manca per qualche ora o più e, probabilmente, qualcuno viene assalito anche da attacchi di isteria!

Un esempio? Il recente “down” del trittico di Mark Zuckerberg il giorno della Domenica delle Palme.

Tutti, dopo aver atteso per interminabili minuti il collegamento all’app di Facebook, abbiamo più o meno in questa sequenza:
  • controllato la connessione WiFi,
  • disconnesso il WiFi,
  • riconnesso il WiFi,
  • riavviato il telefono,
  • disconnesso nuovamente il WiFi,
  • attivato i dati mobile,
  • aperto di nuovo Facebook, poi Instagram, poi WhatsApp.

Perché accade? La risposta è semplice: alcuni servizi come Google, le e-mail, Facebook, WhatsApp, sono diventati, appunto, parte integrante della nostra quotidianità e, anche, una necessità.

Non penso solo a chi con Internet ci lavora, ma anche a casalinghe, pensionati o studenti. Dati alla mano, una recente indagine di Cisco ci dice che, oggi, il 37% degli italiani non potrebbe più fare a meno di Internet!

In questo periodo leggiamo in ogni dove che il www ha appena festeggiato i suoi 30 anni e questa è sicuramente “un’occasione per celebrare quanto siamo arrivati lontano”.

Tutto bello, se non fosse che la totale libertà di interazione porta con sé anche dei rischi: “Ha creato opportunità per i truffatori, dato voce a coloro che diffondono odio e reso più facile commettere tutti i tipi di crimine”.

Facebook down
Facebook down

Sei esperta anche di web reputation, puoi spiegarci in modo semplice cos’è?

Proviamo a cercare il nostro nome su Google e analizziamo i risultati: la Reputazione Online – o Web Reputation – è ciò che dicono di noi su Internet.

È l’immagine che si ottiene analizzando le informazioni pubbliche in Rete che riguardano una persona o un brand e l’opinione che questi contenuti stimolano.

Avere una buona reputazione, quindi, è un elemento fondamentale per chiunque, e la grande diffusione di Internet e delle attività commerciali che si svolgono online ne hanno aumentato ancora di più l’importanza.

Con l’avvento dei Social Media, poi, tutti noi riponiamo grande fiducia nelle opinioni delle comunità virtuali, considerandole pressoché autorevoli.

Tant’è che se “C’era una volta…” l’Internet nativo, il Web 1.0, statico e unidirezionale, già da qualche anno parliamo di New Web, che permette a chiunque di creare e condividere contenuti.

E sono proprio queste informazioni, recensioni e commenti che contribuiscono a definire la reputazione online di un brand o di una persona.

Ecco perché è importante farci precedere da una solida reputazione sul web, laddove tutti cercano informazioni.

Oggi è Internet a parlare e a far parlare di noi, e Google è il nostro nuovo biglietto da visita.

Se invece dovessi spiegarla ai Millennials, useresti le stesse parole?

Per spiegare la Web Reputation a youtuber, fashion blogger e instagrammer – gli attuali trentenni e dintorni, informati e fortemente critici – userei un po’ di flessibilità nel tipo di comunicazione, più vicina al loro quotidiano, privilegiando metodi e approccio.

I Millennials rappresentano la Cloud Generation “always connected” che:
  • utilizza prestiti linguistici integrali o integrati, parole che dicono molto di loro, come “random” per intendere “a caso”, oppure “stalkerizzato” per dire “molestato”;
  • adopera quasi esclusivamente lo smartphone per navigare in Internet ed è collegata a una media di quattro canali Social usati per svago, acquisti e business;
  • ritiene di poter gestire qualsiasi situazione con l’aiuto della tecnologia.

Eppure ritengo ci siano degli aspetti sui quali alcuni i Millennials non riflettono abbastanza, uno di questi è l’effetto delle azioni proprio sulla Reputazione Online.

“Quando proviamo un’emozione ci piace condividerla con gli altri!”, dicono.

D’accordo, l’importante è che venga fatto con consapevolezza.

Qualunque cosa viene scritta su Internet rimarrà, per sempre, o quasi, a disposizione di chiunque abbia interesse a cercarla.

È sufficiente pubblicare un commento usando un linguaggio poco educato e in poco tempo si possono produrre effetti indesiderati.

In conclusione – dato che ormai le definizioni “pure” su qualsiasi argomento si trovano ovunque su Internet – se dovessi parlare di Web Reputation ai Millennials, mi focalizzerei sul loro vissuto quotidiano.

Con l’obiettivo di offrire spunti di riflessione e strumenti di tutela, evidenziano le opportunità offerte dal web per creare ad hoc la migliore immagine digitale da mostrare agli altri.La web reputation cos’è? Ne parliamo con Marina Rendine. Il mondo del web e sue mille sfaccettature: come si “sta” online

Quindi: scrivere fake news può, ad esempio, danneggiare la web reputation?

Dal momento in cui costruiamo una rete di contatti, queste persone si fidano di noi e di ciò che pubblichiamo sul nostro blog o profilo social.

In linea generale più pubblichiamo, più otteniamo visibilità, fiducia e consensi, e la presenza online viene rafforzata dal numero di like, condivisioni e commenti che otteniamo.

Ma nel momento pubblichiamo, in modo consapevole o meno, Fake News, stiamo ingannando i nostri contatti inducendoli in errore.

Va da sé che tutti i contenuti, e la nostra stessa reputazione, verranno messi in discussione.

Ecco perché, prima di pubblicare o condividere notizie, è fondamentale chiedersi: C’è la possibilità che questa notizia sia falsa? Qual è la fonte?

Come anche quando si fa gossip o si diffonde un pettegolezzo senza verificarne l’attendibilità: questo può avere conseguenze pesantissime non solo in termini di Web Reputation.

Spesso la notizia falsa è anche strumentale alla commissione di una serie di illeciti perseguibili dalla legge.

Se ti chiedessi 3 principi cardine per creare una buona web reputation?

Nel web i fattori che determinano una buona reputazione sono principalmente la qualità di come ci si relaziona e la capacità di presentarsi con competenza e affidabilità.

Di conseguenza, la Reputazione Online deve essere “costruita” in maniera strategica e, allo stesso tempo, monitorata nel tempo, se vogliamo offrire al mondo esattamente ciò che desideriamo che gli altri conoscano di noi.

Per creare una buona Web Reputation ritengo fondamentali questi tre principi:

Coerenza: è importante uniformare la propria presenza nel web.

La nostra foto profilo, la copertina, la bio, dovrebbero seguire un unico stile (e le stesse informazioni) per fa sì che le persone che hanno interesse a cercarci online ricevano un’impressione coerente di noi.

E nel farlo diamoci valore: individuiamo con chiarezza i nostri punti di forza e mettiamoli in luce.

Sobrietà: essere sé stessi va bene… Ma non troppo! Questo non vuol dire trattenersi dall’essere attivi, accattivanti e simpatici sui Social.

Molte persone, però, si lasciano andare sovente a discussioni troppo accese oppure a post dal linguaggio o dai contenuti poco eleganti…

Chiediamoci sempre se le foto o i commenti che abbiamo pubblicato possono danneggiarci, ad esempio, nella ricerca del nostro prossimo lavoro.

Social privacy: sui nostri profili Social spesso poniamo tutti sullo stesso piano, rischiando di mostrare la cosa sbagliata alla persona sbagliata.

Quando il social lo permette è consigliabile configurare correttamente la privacy del nostro account e, in generale, prestare attenzione anche a chi concediamo la nostra amicizia virtuale.

I canali social sono una piazza e la “regola della nonna” è sempre valida: non dire, o fare, sui social network ciò che non diresti, o faresti, davanti a tua nonna!

millenials online
Foto di natureaddict da Pixabay

In definitiva potremmo dire che andare online è facile, difficile è il come starci?

La facilità di accesso a Internet è alla portata di tutti, grazie anche alla diffusione degli smartphone.

È semplice cliccare, ma trovo che lo sia un po’ meno riflettere su cosa abbiamo cliccato.

Postare e commentare è diventato per noi così naturale… come respirare e camminare.

Lasciamo quotidianamente tracce infinitesimali online, più o meno consapevolmente.

Sono briciole di realtà di per sé insignificanti, ma in grado di riunirsi nella sequenza di immagini che fanno la nostra vita.

E in Rete sono a disposizione di chiunque ci cerca.

Qualunque sia la ragione per la quale digitano il nostro nome su Google, queste informazioni sono lì e contribuiscono a formare la nostra immagine digitale.

Il mondo online è di fatto il nostro “nuovo” mondo reale. Basta avere la consapevolezza di questo.

Autore dell'articolo: Francesca DI Giuseppe

Francesca Di Giuseppe, nata a Pescara il 27 ottobre 1979, giornalista e titolare del blog Postcalcium.it. Il mio diario online dove racconto e parlo a mio della mia passione primaria: il calcio Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Teramo con una tesi dedicata al calcio femminile. Parlare di calcio è il mezzo che ho per assecondare un’altra passione: la scrittura che mi porta ad avere collaborazioni con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali.