in primavera il ritorno de L'Amica Geniale

L’Amica Geniale, in primavera il ritorno di Lila e Lenù

         
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Grande attesa per  l’Amica Geniale. Il romanzo di Elena Ferrante diventato serie TV , ha tenuto incollati al teleschermo milioni di italiani nello scorso novembre e dicembre. L’intreccio delle vite di Lila e Lenù, la loro amicizia che cresce e che ci fa innamorare di queste due ragazzine della Napoli buia degli anni cinquanta. L’Amica Geniale, in primavera il ritorno delle due protagoniste con la seconda stagione diretta da Saverio Costanzo.

L’Amica Geniale, ritornano in primavera le vicende di Lila e Lenù

Le ritroveremo sedicenni Lila e Lenù. Sempre unite da un’amicizia profonda ma pronte a spiccare ognuna il proprio volo verso la vita che c’è oltre. Oltre la città violenta di quegli anni, venduta alla politica corrotta, la Napoli del dopoguerra, in miseria. Elena e Lila sono intelletto e istinto, che si fondono per diventare una cosa sola prima nella condivisione dei giochi, poi dei sogni e poi ancora dell’amore. Saranno infelici all’unisono sebbene lontane, ed entrambe ricercheranno la loro identità di donne, facendo infatti i conti con il tanto vissuto dei loro pochi anni. Gaia Girace (Lila) e Margherita Mazzucco (Elena), hanno terminato le riprese a fine agosto. Entrambe coi piedi ben piantati per terra, sperano di proseguire il lavoro di attrici, ma anche senza trascurare quello che la loro età richiama a gran voce: amicizie e studio. L’Amica Geniale, in primavera il ritorno che riparte da “dove eravamo rimasti”.

Lila e Lenù, le bambine che perdono la bambola in cantina

Le abbiamo lasciate nel loro rione, inghiottite da famiglie violente e all’antica, dove chi deve studiare è il figlio maschio. Invece a brillare a scuola sono loro, sognano di scrivere un libro, si creano le prime amicizie, i primi amori. Nasce la consapevolezza della difficoltà di stare al mondo essendo una donna. Nascono le ribellioni di Lila per un matrimonio imposto, nasce lo sgomento di Lenù abusata dal papà di un amico. Le rivalità di quartiere rendono impossibili le naturali connessioni umane, tutto è un errore, un’azzardo, un pericolo. Tutto nasce e muore, come i loro sogni interrotti da una realtà troppo reale, troppo faticosa. Tutto sembra restare chiuso in una cantina buia, proprio come la loro bambola.

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24