Las Vegas: 50 morti e 200 feriti. L’Isis rivendica l’attentato

La sparatoria più sanguinosa della storia americana. Così è stata definita la strage di Las Vegas, che questa notte è stata messa in ginocchio da un uomo che ha sparato dalla sua stanza d’albergo sulla folla, uccidendo cinquanta persone. E’ successo nell’arco di pochi minuti, mentre si stava svolgendo uno dei più grandi festival di musica country, il Route 91 Harvest Festival.

Inizialmente, la gente che passeggiava pensava che i botti fossero dei fuochi artificiali, come spesso accade a Las Vegas. Solo quando i colpi si sono fatti più insistenti, si è capito che si trattava di un’arma automatica. La folla ha così iniziato a scappare, cercando di mettersi al riparo. Ma da una posizione elevata, il killer ha continuato a sparare a raffica, colpendo senza un senso chiunque gli capitasse a tiro.

Las Vegas blindata, si ricerca una complice

Il killer si chiamava Stephen Paddock, un uomo di 64 anni proveniente dal Nevada. Dopo aver scaricato sulla folla diversi caricatori, si è tolto la vita, sparandosi un colpo alla testa. Rintracciata la compagna di Paddock, Mary Lou Danley, di 62 anni, che viveva con il killer. La donna, un’australiana di origine asiatiche, al momento della sparatoria era fuori dal Paese e non sapeva nulla di quello che voleva fare l’uomo. Per registrarsi alla camera d’albergo, aveva utilizzato un suo documento.

Nella stanza dell’albergo aveva un vero arsenale. Paddock aveva portato con sé 8 armi, ma mai si sarebbe pensato che avrebbe compiuto una strage. «Era uno normale. Qualcosa deve essere successo, deve aver perso la testa, siamo scioccati» ha spiegato il fratello, anche se non aveva molti rapporti con lui. A confermare la tranquillità dell’uomo anche i conoscenti e i vicini di casa, mentre dal dipartimento di Mesquite affermano che Paddock non aveva mai preso nemmeno una multa.

Secondo la polizia non è terrorismo, ma l’Isis rivendica

Lo sceriffo di Las Vegas ha fin da subito etichettato l’uomo come un lupo solitario, escludendo l’ipotesi di un attentato terroristico. Nonostante ciò, lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato, affermando che Paddock era un loro martire. Alcuni media americani hanno affermato che Paddock si era convertito all’Islam alcuni mesi fa, citando delle fonti investigative. L’Isis ha diramato due comunicati in cui ha confermato il fatto.

Fonte: repubblica.it