Lodi e i bimbi esclusi dalla mensa
Il caso di Lodi e i bimbi esclusi dalla mensa
Succede a Lodi, un comune italiano capoluogo della provincia omonima in Lombardia. Bambini extracomunitari esclusi dalla mensa scolastica.
Le famiglie sono preoccupate per i propri figli e intanto il comitato di solidarietà “coordinamento di Uguali Doveri” corre ai ripari con una raccolta fondi.
In poco tempo sono stati donati 60 mila euro, sufficienti fino a Dicembre 2018. Data ultima nella quale ci si aspetta che il ricorso al Tribunale Milanese, porti buoni frutti.
Ovvero: la cancellazione di questo provvedimento considerato discriminante.
La divergenza di opinioni tra il sindaco di lodi Sara Casanova (eletta primo Cittadino nel giugno 2017) e l’opposizione è forte. Il caso necessita di chiarezza e la contestazione, finita al tribunale di Milano prevede il ritrovo dei protestanti, nel giorno 16 Ottobre 2018 davanti al comune di Lodi.
Lodi bimbi esclusi dalla mensa
La polemica insorge a seguito del regolamento entrato in vigore il 4 ottobre 2017.
In questo si evince che i cittadini fuori dall’UE, devono presentare documenti aggiuntivi, rispetto a quelli previsti dalla legge, (scuola compresa).
Con documenti aggiuntivi, s’intende richiedere alle famiglie, una certificazione inerente varie proprietà o beni in possesso nel loro paese d’origine.
In base alla legge, l’autocertificazione in tal senso non ha alcun valore. Bisogna quindi dimostrare di non possedere case, conti correnti o auto. Ciò comporta un lavoro quasi impossibile, soprattutto nell’intento di recuperare i documenti originali.
Tali fascicoli, sono da richiedere al paese di provenienza. Questo comporta un’operazione onerosa che andrebbe ripetuta poi ogni anno. Così la si rende difficile da attuare e l’opposizione già parla di discriminazione.
L’obiettivo, secondo il PD è di cacciare direttamente gli stranieri da scuola.
In conformità a quanto è stato affermato, chi non presenta la documentazione richiesta non ha diritto alla mensa. Il discorso è ben più complesso poiché verte di conseguenza ad altre privazioni.
Il sindaco Leghista Sara Casanova, alle prime polemiche, iniziate a fine settembre 2018, risponde con una “necessità”. Il primo cittadino rileva che la documentazione va fatta da tutti e si ritira con la frase “Se vogliono integrarsi, devono fare qualche sforzo”.
Ad appoggiare la posizione del sindaco, Attilio Fontana, (presidente della regione Lombardia) che presa la fiducia del governo, con la frase “prima gli italiani” sembra voler porre l’accento “niente più stranieri a scuola”.
Alcuni dirigenti scolastici si sono dichiarati contro tale provvedimento. Sostenendo che la mensa fa parte di un percorso educativo e d’inserimento, non può essere tolto al bambino. La mensa è un suo diritto. Lo integra in un vero percorso didattico.
Lodi l’intervento dell’azienda Sanitaria lombarda e il ricorso in Tribunale
Lodi, finita sulle cronache come città razzista, peggiora la situazione con altri interventi. In base ai controlli dell’Azienda Sanitaria lombarda, bisogna controllare che il luogo di conservazione dei cibi sia idoneo.
Ciò proibisce ai bambini di portarsi anche alimenti da casa. Interviene a tal proposito, il provveditore scolastico di Lodi, Iuri Coppi. L’intento è di imporre al comune, una spesa per l’acquisto dei frigoriferi che servono alla corretta conservazione del cibo.
Inoltre c’è da tener presente che un bambino di prima elementare non può essere rimandato a casa.
Le madri dei piccoli studenti sono quelle più preoccupate. Incombe la paura che sia negata ai rispettivi figli, la frequenza scolastica.
Il 15 settembre scorso, 150 famiglie hanno protestato sotto il comune di Lodi . Il sindaco non ha mostrato nessun segno di cedimento.
A questo punto, si fa ricorso non al TAR ma direttamente al Tribunale ordinario di Milano affinché ci sia un’azione civile contro la discriminazione.
Lodi il comitato di solidarietà interviene in attesa della decisione dei giudici di Milano
La notizia, pervenuta in tarda serata è di 60 mila euro donati ai bambini esclusi dalla mensa a Lodi.
Il comitato di solidarietà, coordinamento di Uguali Doveri, lancia un appello al quale rispondono oltre 2000 persone.
La raccolta fondi, che permetterà ai bambini fino a Dicembre 2018 di poter usufruire dei servizi scolastici, ha portato buoni risultati.
Lo stesso comitato, (che ringrazia tutti quelli che hanno versato una media di 3 euro in poco tempo), pone lo stop alle donazioni. Al momento non si esclude possano arrivare a 90 mila euro.
Il portavoce del coordinamento, ha evidenziato che un traguardo importante è stato raggiunto, ora si attende l’esito del ricorso.
Al comune di Lodi, dal 1 ottobre 2018 sono arrivate 316 domande. Di queste 177 per la mensa, 75 per scuolabus, 43 per post scuola e 23 per l’asilo nido. L’anno scolastico ammonta a 220.000 euro.
Da Matteo Renzi, a Maurizio Martina (PD) Susanna Camusso (Segr. Gen. CGIL) e Carlo Calenda, sono tanti i politici che si sono dichiarati contro il provvedimento leghista.
Lo stesso Luigi Di Maio, con i complimenti del Presidente Conte, sottolinea che “i bambini non si toccano”. Aggiungendo che non possono essere colpevolizzati per errori che non dipendono da loro.
Lo stesso Vicepremier Matteo Salvini, pur complimentandosi con Il sindaco Sara Casanova, ammette che “se non è possibile ottenere la documentazione necessaria, il comune si fiderà in buona fede”.
Bonifici, pagamenti su Paypal e altro ancora sono arrivati a garantire l’accesso scolastico ai bambini esclusi. Un grande gesto di solidarietà.
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