Dopo il No di Strasburgo

Dopo il No di Strasburgo: Sea Watch va verso Catania

 

Dopo il No di Strasburgo, la Sea Watch, da ben 12 giorni in mare e altri 5 nella Rada di Siracusa, si dirige verso Catania.

Proprio ieri, nonostante le sollecitazioni dell’ONG (organizzazione non governativa senza fini di lucro), la Corte di Strasburgo ha deciso il no allo sbarco. In questo modo, boccia il ricorso dell’associazione, concedendo il solo permesso all’assistenza.  

L’ONG, che si è mossa sin da subito in difesa dei 47 migranti a bordo della nave olandese, ha fatto richiesta, solo dopo il rifiuto dello sbarco da parte dell’Italia; ma quest’oggi dichiara che per l’Europa è una giornata triste.

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Dopo il No di Strasburgo, la Sea Watch divide i migranti nelle 7 nazioni Europee aderenti

La notizia è arrivata poche ore fa, con la conferma che la Sea Watch, ancorata da giorni nel golfo di Siracusa si sta dirigendo verso Catania. Qui, ci sono i centri di accoglienza per minori, che al momento sono la priorità. Mentre le persone maggiorenni, saranno divise fra Pozzallo e Messina nelle zone dedicate all’accoglienza.

Dopo l’identificazione, saranno distribuiti nei vari paesi, a seguito della decisione presa nel vertice notturno tenutosi ieri a Palazzo Chigi.

La conferma è data dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in un incontro con il sindaco di Milano Giuseppe Sala fa presente che sono ben 7 i paesi che, oltre al Lussemburgo, hanno aderito alla ridistribuzione dei migranti.

Matteo Salvini, intanto, promette in poche ore la risoluzione al problema immigrazione; dichiara, inoltre, di lavorare ad un provvedimento che limiterà il più possibile l’ingresso clandestino nelle acque territoriali italiane.

A seguito della decisione della Corte di Strasburgo, il Ministro dell’interno,  si dichiara soddisfatto dell’obiettivo raggiunto. Un obiettivo prefissato che, considerando l’interesse degli altri paesi europei, rende il vicepremier ancor più convinto di poter rifare la stessa scelta: ovvero “no ai barconi illegali”.

Dopo il No di Strasburgo, arriva l’aiuto Europeo ma l’ONG è delusa

Nella giornata di ieri l’ONG, ha fatto richiesta di denuncia a seguito del rifiuto da parte dell’Italia nel far sbarcare i 47 migranti a bordo.  Secondo l’associazione, sono stati violati i diritti dell’uomo e, l’Italia stessa, ha infranto questi diritti fondamentali, per non aver prestato soccorso.

La Corte di Strasburgo, (a seguito del rifiuto) risponde che è giusto fornire ai richiedenti adeguate cure mediche; ed insieme cibo, acqua e forniture di base. Ma allo sbarco, dice No, dichiarandosi a favore dell’Italia perché non è obbligata a far approdare sulle proprie coste gli immigrati.

Con questa sentenza La Corte invita comunque lo Stato Italiano a provvedere ai soccorsi e, soprattutto, a tenerla ben informata sui futuri sviluppi.

Ovviamente per la Sea Watch (e soprattutto per l’associazione ONG) è un punto a sfavore; diversamente per Matteo Salvini, che vede in questa vicenda un punto d’orgoglio per il proprio governo.

L’ONG, delusa, ci tiene a rilevare che le operazioni di soccorso in mare, possono dirsi “realmente concluse” soltanto se lo sbarco avviene in un porto sicuro. Un fatto che non può e, non deve, essere negoziato o subordinato a nessun altro.

Conclusioni temporanee

Ad ogni modo, al vertice notturno di Palazzo Chigi, alla presenza dei ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio è stato preparato lo sbarco della Sea Watch; con lo stesso accordo sono stati agglomerati i paesi europei per la ridistribuzione dei 47 migranti che vede coinvolti (oltre l’Italia), Lussemburgo, Germania, Francia, Portogallo, RomaniaMalta.

L’ONG, amaramente, dichiara l’accaduto come “un giorno triste per l’Europa“. In queste ore avviene, lo sbarco di 15 minorenni a bordo della nave olandese che, come sollecitato dalla Procura di Catania, fa riferimento alla legge Zampa. Secondo quest’ultima, i migranti minorenni non possono essere comunque respinti.

Fonte immagine di copertina- Il fatto quotidiano, leggi la notizia.

Leggi la cronaca di web Magazine 24.

 

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24