Caporalato tra Calabria e Basilicata, sgominata rete: 15 arresti

14 arresti nel Materano: i carabinieri scoprono l’ombra del caporalato

         
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Il caporalato non conosce limiti. Nel Materano, i Carabinieri hanno arrestato 14 persone, che, a vario titolo, sarebbero coinvolte nello sfruttamento soprattutto di stranieri.

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L’operazione dei Carabinieri contro il caporalato

L’operazione dei Carabinieri ha permesso di scoprire vicino Matera una rete di 14 persone che utilizzavano il caporalato per ottenere manodopera a basso costo per lavorare nei campi. Di questi, 11 sono finiti in manette, mentre uno è ai domiciliari. Una terza persona avrebbe l’obbligo di dimora, mentre un’ultima l’obbligo di firma alla caserma della polizia locale.

Secondo i Carabinieri, tra gli interessati ci sarebbero: un imprenditore nel settore dell’ortofrutta, due sindacalisti della provincia di Matera e un impiegato comunale di Scanzano Jonico, sempre nel Materano.

Non si parla solo di caporalato: secondo gli inquirenti, non mancavano minacce, estorsioni, violenze, corruzione e uso improprio della carta di credito. Tutto era partito a Maggio 2018. Un cittadino rumeno si era recato alla Compagnia Carabinieri di Policoro per denunciare quanto stava accadendo, raccontando la sua storia e quella dei suoi connazionali.

Per le indagini, sono intervenuti anche i responsabili dell’Ispettorato del Lavoro di Potenza e Matera. I primi arresti erano arrivati già a Maggio. Solo ora si hanno notizie certe sulla rete organizzativa. Infatti, tra i reati a vario titolo, c’è anche l’associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

L’ombra del caporalato: costretti a lavorare per 3 Euro l’ora

Stando alle indagini, le vittime venivano ingannate da un’offerta di lavoro tramite i social network e invitate a venire a lavorare in Italia dalla Romania. All’arrivo, la realtà si presentava poi ben diversa.

Le vittime erano costrette a lavorare per 14 ore al giorno per 3 Euro all’ora, sempre sotto minaccia da parte di chi li aveva condotti in Italia con la speranza di un futuro migliore, con la complicità di chi avrebbe, invece, dovuto verificare che fossero rispettate le normative sul lavoro.

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24