Mini bollo: contraddizione in termini

Mini bollo: contraddizione in termini

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Mini bollo: contraddizione in termini. Come volevasi dimostrare, dal Reddito di Cittadinanza a Quota 100, le polemiche sul nuovo disegno di legge, non mancano ad arrivare.

L’ultima, proprio di queste ore, riguarda il bollo auto 2019 sul quale e si è accesa un’aperta polemica.

Mini bollo: contraddizione in termini, in cosa consiste

Secondo quanto previsto dalla nuova legge di bilancio, 4 milioni di veicoli avranno diritto al dimezzamento della tassa di possesso; questo riguarda soprattutto tutte le auto che sono comprese in una fascia di età tra i 20 e i 29 anni di anzianità storica. Ovviamente il tutto deve considerarsi a partire dalla data della prima immatricolazione.

Le auto che hanno diritto al mini bollo sono d’interesse storico e collezionistico. Secondo quanto riportato dai dati dell’Automobile Club Italia, rispetto allo scorso anno, le auto che adesso possono usufruire del dimezzamento sulla tassa di possesso, sono del 9,8% in più. Una cifra piuttosto considerevole, che ammonta a 3.855.585.

E mentre la polemica si accende, considerando controproducente questa legge in completa dissonanza con quelli che sono i principi dell’ecotassa inseriti sempre del nuovo governo; C’è già chi pensa al superbollo; la tassa che deve pagare ogni singolo possessore di auto di lusso o una vettura sportiva.

La legge al momento è in attesa di essere discussa al senato e il disegno di legge è ad opera del senatore Fratelli d’Italia Andrea De Bertoldi.

Il nuovo provvedimento che riguarda il Mini Bollo ha già creato quindi, diverse polemiche in merito a quanto deciso dallo Stato per la salvaguardia dell’ambiente.

Intanto arrivano le prime stime, che ammontano a 4 mila auto e 500 mila moto che da sole inquinano più degli altri 30 milioni.

I veicoli, che devono essere regolarmente iscritti ai registri A.S.I. (Automotoclub Storico Italiano) devono anche possedere una relativa consegna del certificato di rilevanza storica. Tale certificato può essere rilasciato soltanto dallo storico Lancia dall’italiano Alfa Romeo dallo storico FMI e dall’italiano fiat.

Mini bollo: contraddizione sull’ecotassa

Tutto questo ha suscitato forti polemiche, poiché in contraddizione con i principi dell’ecotassa inserita dal governo, con l’intento di frenare l’acquisto dei veicoli inquinanti.

In data 21 gennaio 2019, il provvedimento sul mini bollo riservato ai possessori di auto e moto storiche da collezione è stato ridiscusso in Parlamento.

Ma perché si parla di mini bollo: contraddizione in termini? Perché il Governo, dopo una prima occasione nella quale ha disincentivato l’acquisto di auto inquinanti a benzina (offrendo anche un bonus a chi volesse comprare mezzi ibridi con meno impatto inquinante) adesso, va a dimezzare il bollo sulle vecchie auto; essendo molto inquinanti, concettualmente, per molti è considerato un vero controsenso.

Inoltre, non favorisce i proprietari a sostituire le auto con altre meno contaminanti, perché è ovvio che un nuovo mezzo provocherebbe il pagamento di un bollo intero.

In conclusione, lo sgravio notevole secondo indiscrezioni, vorrebbe essere un aiuto alle persone in difficoltà, o comunque meno agiate; ma tutto questo comporterebbe il pagamento di una tassa ancora più alta.

 
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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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