Un panzerotto a New York

Un panzerotto a New York, un sogno che diventa realtà

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Un panzerotto a New York. Si chiamano Vittoria e Pasquale e sono due giovani pugliesi. Lei 27 anni, lui 36 anni.

Due ragazzi hanno un sogno, aprire un’attività a Brooklyn, un sogno che con grande costanza e determinazione, sono riusciti a realizzare. Il locale “Panzerotti Bites” in questi giorni compie un anno ed è riuscito a conquistare il gusto newyorkese.

Un panzerotto a New York: “Panzerotti Bites”

Vittoria Lattanzio e Pasquale De Ruvo, nonostante la nostalgia di casa fanno onore all’Italia con un’idea partita nel lontano 2015 e che oggi, nonostante tutte le difficoltà incontrate, diventa un motivo di stima e d’orgoglio per la Puglia stessa.

Non solo per le famiglie di Vittoria e Pasquale, ma per tutti i connazionali. Portare nella lontana New York la loro idea, contro lo scetticismo generale è stata davvero una grande impresa. L’idea concitata, più l’esperienza hanno contribuito a rafforzare il disegno di poter portare all’estero un pezzo di cultura pugliese.

Infatti, giorno dopo giorno la voglia fare e di affrontare quest’avventura è cresciuta nel cuore dei due pugliesi; e per celebrare la loro cultura, le loro origini e la bellissima sensazione di avercela fatta, hanno fatto realizzare un murale nel giardino esterno del locale.

Il simbolo della Puglia, il panzerotto, diventa un’icona e, sul murale appaiono Trulli, San Nicola, Castel del Monte e il galletto del Bari calcio. Nel menù ci sono tantissime versioni di panzerotti.

Il classico che costa 7 dollari e 45 centesimi o una novità, quello dolce con gli Oreo. Gli americani che da qualche tempo visitano assiduamente il locale e ne parlano bene, dichiarando sui media che si tratta di “una vera arte”, affermando tutto ciò con immensa soddisfazione.

Vittoria e Pasquale, parlano di grandi sacrifici, di nostalgia e di tutti gli sforzi fatti per arrivare fin lì.

Anche quando credevano di non potercela fare, sono andati avanti e, a tal proposito dichiarano:

“Stavamo portando la cultura pugliese a New York, non si trattava soltanto del Panzerotto in sé”.

E questo è servito loro per farsi coraggio ed andare avanti. Oggi, possono dirsi soddisfatti di avercela fatta.

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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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