Morto Francesco Saverio Borrelli, il capo di Mani Pulite
È morto Francesco Saverio Borrelli, magistrato nonché capo del pool di Mani Pulite, famoso per il suo accorato appello “Resistere resistere resistere”
Milano, lì 20 luglio 2019 – Morto Francesco Saverio Borrelli presso l’Istituto dei Tumori di Milano.
Nato a Napoli il 12 aprile 1930, la carriera lo ha portato a trascorrere a Milano buona parte della sua vita. Nel periodo di Tangentopoli hanno lasciato il segno le sue parole:” Resistere, resistere, resistere”. Ricoverato all’Istituto Tumori di Milano è deceduto questa mattina.
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Francesco Saverio Borrelli, vinto il concorso da magistrato nel 1955, ha percorso quasi tutta la sua carriera tra le aule del Tribunale di Milano. Riecheggiano ancora nella memoria le sue parole, pronunciate a conclusione del discorso da procuratore generale della Corte d’Appello nel 2002:
“Resistere, resistere, resistere, come sulla linea del Piave”.
Il ricovero di Francesco Saverio Borrelli, il ricordo della figlia Federica
Già ricoverato da giorni, purtroppo, le sue condizioni si sono aggravate; infatti la figlia l’8 luglio aveva scritto su Facebook le toccanti frasi:
“Ti tengo la mano e insieme alle lacrime che non ho il pudore di nascondere, scorrono i mille ricordi di quanto vissuto con te. Mi vedo seduta sulla canna della tua bicicletta azzurra, sento ancora il freddo dell’acciaio sulle mie gambe infantili, vedo le mie mani grassocce che stringono il manubrio, come mi dicevi tu, per non cadere e non sbilanciarci.
Ricordo l’ansia del distacco quando mi lasciavi all’asilo per consegnarmi alla signorina Carla. Ma non solo… ricordo le prime versioni di latino tradotte insieme, ricordo il tuo aiuto magico per il maledetto Isocrate e per i filosofi greci, anche all’Università , ricordo il regalo di maturità , le gite sui Monti della nostra Courmayeur, i litigi, le sgridate, l’ultima pochi giorni prima del matrimonio, ricordo che non hai mai smesso di trasmettere tutto ciò che per te valeva la pena trasmettere.
Nel mio momento più buio ci sei stato, amorevole, quando nacque Sofia, quando mi sono ammalata mi hai portato in giro per capire cos’era questa maledetta malattia. Mi mancano il tuo arguto senso critico, che si parlasse di filosofia, letteratura, musica, storia e arte. Mi manca il suono del tuo pianoforte che giace orfano del tuo talento, come orfani siamo noi. Papà vorrei averti potuto e saputo dare tutto quello che mi hai dato, per sempre”.
Morto Francesco Saverio Borrelli, camera ardente lunedì al Palazzo di Giustizia
La sua famiglia, ricordiamo composta dalla moglie Maria Laura e dai figli Andrea e Federica, è rimasta al suo fianco fino all’ultimo. La camera ardente sarà aperta lunedì a Palazzo di Giustizia.
Il capo della procura di Milano, Francesco Greco, di lui ha detto:
“Francesco Saverio Borrelli era un capo che sapeva proteggere i suoi uomini, una persona che ha fatto la storia d’Italia”.
Oltre che per la sua attività di magistrato, Francesco Saverio Borrelli ha coltivato la passione per la musica che lo ha portato a frequentare il conservatorio.
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