multa record a facebook

Multa record a Facebook per violazione della privacy

         
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Multa record a Facebook, accusato di violazione della privacy nel caso “Cambridge Analytica”

La Commissione Generale per il Commercio degli USA ha approvato una maxi multa di circa 5 miliardi di dollari a Facebook. Lo annuncia nella giornata di ieri il Wall Street Journal.

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L’accusa, mossa l’anno scorso, è quella di violazione della privacy per aver ceduto i dati di 87 milioni di cittadini alla Cambridge Analytica, compagnia di consulenza politica elettorale che ha sede a Londra.

Le informazioni sarebbero state usate dalla compagnia perlopiù per scopi politici. Tanto più che la Cambridge Analytica nel 2016 lavorava per la campagna elettorale di Donald Trump.

Dopo svariate scuse da parte di Zuckerberg e la presentazione di tutte le novità del 2019 durante l’F8, con un focus proprio su rispetto della Privacy e sicurezza, la storia sta forse per finire.

È la multa più alta mai inflitta a una compagnia Hi-Tech, ma quanto è pesante per le casse di Facebook?

Finora era stata degna di nota quella inflitta a Google che, sempre con l’accusa di violazione della privacy, fu sanzionata con una multa di 22 milioni di dollari nel 2012.

La multa record a Facebook non è tuttavia considerata una vera e propria mazzata per le tasche di Mark Zuckerberg. I 5 miliardi di dollari corrispondo infatti solo al 9%  dei ricavi totalizzati dal colosso dei social media nel 2018.

Facebook ha totalizzato un profitto di oltre 15 miliardi di dollari solo nel primo trimestre del 2019 e avrebbe persino ottenuto un rialzo in borsa dopo la diffusione della notizia.

Secondo alcuni analisti la sanzione di 5 miliardi equivale per Facebook a una tirata d’orecchi. La cifra, rapportata alla gravità del gesto commesso dal colosso del web e ai suoi profitti, per moltissimi è decisamente troppo bassa.

Multa record a Facebook per violazione: la decisione dell’importo ha visto fermamente contraria la minoranza.

La sanzione è stata approvata a porte chiuse ma non all’unanimità. La maggioranza, composta da repubblicani ha vinto con un rapporto di 3 a 2 contro i democratici. L’ultima parola spetta ora al Dipartimento di Giustizia. Onere che è tuttavia considerato una sorta di formalità.

Lo stesso Zuckerberg, in vista di condanna e relativa sanzione, aveva accantonato una cifra pari a circa 3 miliardi di dollari come oneri una tantum durante primo trimestre.

Fonte foto / PHOTO BY ANDREW HARRER

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24