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Novità di Luglio per chi vuole andare in pensione

Novità di Luglio per chi vuole andare in pensione e lavora in grandi aziende oppure ha quarant’anni.

 

Roma, lì 26 luglio 2019 – Ecco alcune novità di Luglio utili a coloro che vogliono andare in pensione o semplicemente informati su una materia in continua evoluzione.

 


L’ok all’emendamento al DL crescita introduce novità per chi vede vicina la pensione; infatti, entro 60 mesi dalla maturazione del diritto si ha diritto alla pensione di vecchiaia, purché  risulti rispettato il requisito minimo contributivo. Da uno scivolo iniziale di 7 anni si è giunti ad un periodo di 5 anni ma solo per imprese da 1000 assunti.


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Le due anime del Governo Conte, Lega e Movimento 5 Stelle, che ultimamente sono divise su quasi tutti i punti del programma hanno trovato l’intesa. Dal tesoretto di Quota 100 arrivano le risorse per consentire ai dipendenti di andare in pensione ed alle aziende di offrire lavoro.

Le imprese con più di 1.000 dipendenti hanno la facoltà di mandare in pensione anticipata chi è lontano massimo 60 mesi dalla pensione di vecchiaia; al requisito temporale si accompagna anche quello della maturazione dei contributi minimi. Il provvedimento che ha natura sperimentale, per il biennio 2019 e 2020, ha come obiettivo quello di agevolare il ricambio generazionale nelle grandi strutture.

Novità di Luglio per la pensione dei quarantenni

Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, quindi per i quarantenni di oggi, ricade nel metodo contributivo puro; dunque, per loro il rischio è quello di maturare il diritto alla pensione oltre i 73 anni di età. Questa è la considerazione della Cgil su chi ha avuto un lavoro saltuario e scarsamente remunerato, specie se part time. La spiegazione del sindacato sta nel fatto che nel 2035, per andare in pensione a 69 anni, saranno necessari almeno 20 anni di contributi ed una pensione di sopra gli attuali 687 euro.

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".