Parrucchiera uccisa nel Torinese, fermato il figlio

         
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Parrucchiera di 64 anni uccisa nella provincia Torinese, i carabinieri hanno fermato il figlio. Efferato omicidio a San Benigno Canavese. Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Torino, sono intervenuti presso il domicilio di via Ivrea 24, dove hanno rinvenuto il corpo senza vita di Ermanna Pedrini. La donna è deceduta a causa di parecchie coltellate. Il cadavere giaceva riverso in cucina.  Gli inquirenti, intervenuti sul luogo del delitto, a seguito di una segnalazione dei parenti della vittima hanno rinvenuto anche parecchie sedie per terra. Probabilmente, tra la donna e l’aggressore è intercorsa una violenta lite finita poi nel sangue. La 64 enne, vedova da circa un anno ha ricevuto numerose coltellate al torace mediante un grosso coltello da cucina. L’arma trovata  insanguinata era ancora sul luogo dell’assassinio. Secondo il referto del medico legale, il delitto sarebbe avvenuto intorno alle 20.00 della sera prima.

Parrucchiera uccisa nel torinese, il sospetto e il presunto assassino

I sospetti sono ricaduti subito sul figlio della donna, Renato Vecchia, operaio di 44 anni, che nel frattempo era scomparso nel nulla a bordo della sua Renault Clio. Ma le ricerche si sono concentrate subito nella zona del Canavese. Vecchia, infatti si trovava in casa di un amico a Pont Canavese. Al momento del fermo non ha opposto resistenza ha solo detto:” Penso di sapere perché siate qui”. Poi si è consegnato ai carabinieri. L’uomo trasportato in caserma a Volpiano è stato già interrogato dal Giudice per le indagini preliminari: Carlo Introvigne. Il 44 enne residente a Castellamonte fino al momento della separazione con la moglie, era da poco uscito da una comunità di tossicodipendenti. Ritornato  da Villa Turina di San Maurizio Canavese era andato a vivere con la madre. Ma i due litigavano in continuazione.

Il movente del brutale delitto

Secondo gli accertamenti eseguiti dagli investigatori, Vecchia chiedeva alla madre incessanti somme di denaro. I soldi forse gli servivano ancora una volta per la droga. E’ probabile, che ieri sera sia scoppiata l’ennesimo alterco dovuto ad un’altra richiesta di denaro. ” Ci sono degli elementi”- Ha detto il Procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando intervenuto assieme al colonnello dei carabinieri, Francesco Rizzo – ” Che ci portano a pensare, che ci siano stati anche prelievi in denaro”. Renato Vecchia avrebbe anche rubato il bancomat alla madre in più occasioni.

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Autore dell'articolo: Vittoria Seminara

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Salve, mi chiamo Vittoria Seminara, scrivo da quando avevo 12 anni. Ho pubblicato 5 libri, tutti premiati a livello internazionale. Il mio motto di battaglia è Vi Veri Veniversum vivus Vici, di Curzio Rufo, Con la forza della verità in vita ho conquistato l'universo.