Peter Sagan: "Non sono un corridore virtuale"

Peter Sagan: “Non sono un corridore virtuale”

         
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Peter Sagan: “Non sono un corridore virtuale”, questa l’affermazione del corridore che non le manda a dire sulla situazione attuale del ciclismo. Sagan, tesserato con la Bora Hansgrohe non ama correre le corse virtuali che si stanno attuando in questo periodo, per cercare di rimanere in allenamento. Le corse virtuali permettono di correre in percorsi veri, tramite speciali piattaforme, ma stando a casa e sui rulli. La prima delle corse a comunicare che si sarebbe svolta in questo modo virtuale è stato il Giro di Svizzera e a seguire il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e poi il Giro d’Italia.

Il corridore però nutre la speranza che almeno il Tour de France, posticipato a fine agosto, si possa correre. Al riguardo, tramite Instagram Sagan ha affermato: “No. Io sono un corridore vero, non un corridore virtuale. O devo fare i rulli come se fossi su una moto? “.

Peter Sagan: “Non sono un corridore virtuale”, le parole del corridore

Peter Sagan non è amante delle corse virtuali sui rulli da casa e attendere la fine della quarantena per tornare un minimo alla normalità soprattutto per quel che riguarda gli allenamenti. Sempre tramite il suo canale social Instagram, lo slovacco ha sottolineato: “Sono in quarantena nella mia casa di Montecarlo e mi alleno sui rulli, ma sto perdendo le sensazioni che si provano in strada. Mi mancano molto le corse ma per fortuna sono in salute mentre nel mondo ci sono persone che stanno male. Non vedo l’ora di poter correre il Tour de France, ovviamente in strada”.

Per quel che riguarda invece il futuro del ciclismo, Sagan non ha dubbi: “So che gli organizzatori delle corse stanno provando a fare il meglio di sé. Lo fanno sicuramente meglio di me. Posso solo aspettare fin quando ci si possa muovere in sicurezza. Non vedo l’ora che si possa correre il Tour de France… Su strada”.

Autore dell'articolo: Annamaria Sabiu