Salvini invoca la zona economica speciale

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MILANO – Salvini invoca la zona economica speciale. Il leader della Lega, infatti, in riferimento all’emergenza sanitaria legata al coronavirus (che sta avendo anche pesanti ripercussioni finanziarie) rilancia “con tutto il cuore l’appello che arriva dai cittadini isolati da giorni nelle zone rosse” e aggiunge su Facebook:

“Grazie all’Italia che non si arrende, che combatte malattia, paura e povertà, che costruisce un futuro migliore per i nostri figli”.

Salvini invoca la zona economica speciale

Ma c’è dell’altro. L’ex ministro dell’interno, che ha rilasciato anche un’intervista a El Pais, parla altresì della decisione di tenere le scuole chiuse fino a metà marzo, esponendo quella che è la richiesta urgente della Lega al governo:

“Stanziare aiuti economici per i genitori che lavorano e devono occuparsi dei figli a casa”.

Intanto questa sera la delegazione di Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti) incontrerà il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per l’emergenza Coronavirus. Così Daniele Vaccarino, presidente della CNA:

“La priorità è la salute pubblica, ma è urgente intervenire per contenere i danni immediati sull’economia. L’emergenza ha prodotto effetti diffusi e pesanti su interi settori e filiere. I primi provvedimenti adottati sono stati opportuni, ma è evidente che la brusca frenata richiederà ulteriori e più incisivi interventi”.

Non solo. In relazione all’emergenza liquidità delle imprese, le associazioni di R.E TE. Imprese Italia ritengono necessario individuare strumenti che vadano oltre a quelli già individuati per il Fondo Centrale di Garanzia:

“Occorre estendere l’indennizzo a tutti i lavoratori autonomi e professionisti su tutto il territorio nazionale ed assicurare la massima inclusività al sistema degli ammortizzatori sociali. In particolare […] Per le MPMI andrebbe riproposta una moratoria generalizzata sui crediti. Da sospendere pure l’utilizzo degli ISA per il 2020, in considerazione dell’impatto negativo sui bilanci delle imprese. Bisogna, inoltre, mettere in campo misure che fronteggino l’impatto della crisi su intere filiere nazionali di impresa. Come, ad esempio, nel caso del turismo, dei trasporti e della logistica”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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