Verso un nuovo patto europeo sui migranti

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ROMA – Si va verso un nuovo patto europeo sui migranti. Ieri, infatti, il ministro degli affari esteri Luigi Di Maio ha incontrato il vicepresidente Schinas e la commissaria agli Affari Interni e per le Migrazioni, Ylva Johansson.

Il clima è positivo, anche perché la Commissione Ue ha riaperto il negoziato in materia di migrazione e asilo. Di Maio ha raccontato su Facebook che cosa ha detto a Schinas e Johansson:

“Ho riportato loro un concetto molto semplice: l’Italia è il Paese che ha dato di più in questi anni ed è stata lasciata sola, ora tocca a qualcun altro. Anche perché il nostro Paese rientra tra i 5 che hanno accolto più migranti in Unione Europea, ma le richieste di asilo sono più alte altrove, ad esempio in Francia, e ciò dimostra che gran parte delle persone che sbarcano sulle nostre coste non hanno intenzione di restarci, anzi vogliono poi andarsene nel Nord Europa. Questo deve spingere l’Unione Europea a intervenire con determinazione e in prima persona”.

Verso un nuovo patto europeo sui migranti

Luigi Di Maio ha spiegato che le richieste dell’Italia sui migranti sono molto chiare:

“Va superato Dublino e il principio di chi prima accoglie, poi gestisce; poi ci sono i rimpatri volontari. L’Ue, innanzitutto, deve occuparsene ricorrendo a Frontex e lo deve fare elaborando una lista di Paesi sicuri dove rimpatriare, come abbiamo già fatto in Italia, al fine di velocizzare le operazioni; in questo senso, vanno pensati anche degli incentivi a livello Ue nei confronti di quei Paesi africani, e non solo, che si mostrano disposti a ricevere il rimpatrio. Incentivi commerciali o sulla politica dei visti; infine servono più soldi nel bilancio Ue sull’immigrazione, più risorse per aiutare i Paesi di origine. Bisogna prevenire, giocare d’anticipo, incidere sulle ragioni delle migrazioni”.

Il ministro degli esteri ha poi concluso:

“L’Italia è il Paese che ha più subito in Europa la crisi migratoria degli ultimi 10 anni, in particolare da quando nel 2011 qualcuno bombardò la Libia. Ed è per lo stesso motivo che continuiamo a dire che non esiste una soluzione militare alla crisi libica. Abbiamo pagato colpe che non avevamo e oggi all’Ue abbiamo inviato un messaggio chiaro: senza l’Italia l’Ue non può farcela, e per questo ci aspettiamo che le nostre richieste siano accolte”.

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Autore dell'articolo: Elena De Lellis

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