Violenza contro i medici

Violenza contro i medici, parla Filippo Anelli

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Violenza contro i medici, Anelli (Fnomceo):

“Auspichiamo che il Parlamento licenzi al più presto un provvedimento in materia”.

Pronto un nuovo Corso di formazione a distanza, per affrontare la tematica.

  “Un passo avanti nella lotta contro la violenza verso i medici e gli altri operatori sanitari”.

Violenza contro i medici: La proposta di legge

Filippo Anelli, presidente della Fnomceo ha definito, come in premessa, la Proposta di Legge in merito alle misure di contrasto alle aggressioni del personale sanitario (A.C. 1590).

Tra i firmatari, troviamo i deputati Paolo Siani, Vito De Filippo. Ed anche Marco Lacarra, e Ubaldo Pagano come appare illustrata nella Conferenza stampa tenutasi il 5 maggio, presso la Camera dei Deputati (QUI il video, QUI alcune foto).

La Proposta di Legge è del 12 febbraio scorso. Ed è assegnata, in data 27 maggio, alla Commissione Giustizia in sede referente, consta di un solo articolo. Avvia, in poche parole, alla procedibilità d’ufficio per le aggressioni contro medici, infermieri. Ma anche verso altri operatori sanitari nell’esercizio delle loro funzioni.

“Spesso il medico non denuncia” – ha continuato Anelli, a margine della Conferenza“Per paura di ritorsioni; o per non sottrarre tempo alla sua attività di cura. Per preservare la relazione con il paziente, anche quando questi diventa violento. Sosteniamo dunque questo Progetto di Legge, così come gli altri che sono stati presentati; sia da parte di parlamentari sia dal Governo. Auspichiamo che il Parlamento licenzi al più presto un provvedimento che disciplini la materia e che preveda la procedibilità d’ufficio”.

“Il problema, però, è più complesso – ha affermato ancora Anelli -: accanto all’inasprimento delle pene e alla procedibilità d’ufficio dobbiamo pensare a una ristrutturazione organizzativa”.

Il corso di formazione a distanza

Anelli ha sollevato soprattutto, la questione inerente le strutture di guardia medica; poiché prevalentemente, sono isolate. Inoltre spesso non adeguate alle norme di sicurezza.

Accade, dunque, che soprattutto le colleghe più giovani, si fanno accompagnare nei turni dai parenti. Ciò riguarda le strutture di pronto soccorso e i presidi territoriali di psichiatria.

E si fa riferimento al caso in cui perse la vita, accoltellata da un suo paziente, la psichiatra barese Paola Labriola.

Anelli, pone l’accento sul nuovo Corso di formazione a distanza, accreditato nell’ambito dell’Educazione Continua in Medicina. Un corso a disposizione di tutti i medici. Incentrato sulle tecniche psicologiche per cogliere i segnali di una potenziale violenza e disinnescarla.

Si ringrazia l’Ufficio Stampa Fnomceo

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Autore dell'articolo: Stefania Di Francescantonio

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