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ANCE il suo nuovo singolo è “ANCHE SE”

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Ance il suo nuovo singolo “ANCHE SE” accompagnato da un videoclip davvero unico.

Il cantautore toscano Andrea Lovito – alias ANCE – è tornato in scena con un nuovo singolo pubblicato dalla RadiciMusic dal titolo “ANCHE SE” accompagnato da un video davvero ironico e ben fatto.

Massimo “Impavido” Pistolesi al montaggio e alla direzione artistica, Gianfilippo Boni alla produzione del suono, Fabio Marini e Tommaso Aldini come assistenti alla produzione video e infine citiamo Diego “Dada” Pecori per la post-produzione, animazione ed effetti speciali.

Non si smentisce in quel cinismo romantico che è ormai una sua cifra stilistica e grazie alla quale si abbandona, almeno in questo caso, in una disamina della realtà circostante.

Lo fa un po’ prendendosi poco sul serio, un po’ prendendoci in giro ma sempre con acume e gusto estetico… “ANCHE SE” è un adagio che serve a sgattaiolare da quel che davvero sta diventando immorale o, se volete, serve a lavarsi via di dosso una responsabilità che forse dovremmo tornare a riprenderci.

O anche semplicemente, un brano come questo, serve per sbattere i denti e la faccia sulla realtà che alla fine, grazie ad un opportuno anche se, finiamo sempre per giustificare. Insomma: ascoltare per credere.

Ance il suo nuovo singolo e qualche anticipazione

Cantautore “trasversale”. Cosa intendi di preciso quando parli di te in questo modo?

È per dire mi piace giocare e attingere dai più svariati generi: Folk, Rock, Blues, Jazz, Reggae, Ska, e perché no, anche alla World Music…lo stereotipo del cantautore classico mi è sempre andato stretto

Un singolo nuovo che ormai ha qualche mese di vita e dovrebbe aver giù ceduto il passo da un lavoro più esteso a contorno. In altre parole: è pronto il disco?

Purtroppo no. I miei tempi non vanno di pari passo con quelli del mercato, semplicemente per il fatto che non ho esigenze da classifica e tormentoni con quel preciso scopo. Per non dire che ho una famiglia, un lavoro e pure degli studi, alla soglia dei 40 anni. Sono costretto a slittare per questi motivi. Senza dubbio mi rimetterò in moto con le incisioni nella seconda metà del 2020. Lo scopo maggiore di questo singolo era di avere una buona scusa per rientrare in qualche circuito live per autofinanziarmi il disco che verrà, ma ancora adesso, sono il primo a dover avere pazienza.

Credo tra l’altro, numeri a parte, che questa canzone sia un intelligente appendice per la trilogia “Settori dell’economia”… non trovi?

Esattamente, hai centrato il bersaglio. Molte canzoni del disco girano sul tema della casa. Come dire “ok dopo tanto lavoro, ora pensiamo a godersi la casa”

ANCE foto

Ance il suo nuovo singolo e qualche anticipazione – parte due

Mescolando vari generi come al tuo solito, cosa ne viene fuori – spiritualmente parlando? Io ho sempre pensato che ci fosse dietro molta confusione personale a non avere un genere preciso di riferimento…

Viene fuori una caleidoscopica che manca di omogeneità ma anche di monotonia. Sono un po’ restìo a scegliere la stessa ricetta solo perché “funziona”. Sarei il primo ad annoiarmi. Questo è il motivo. Ho fondato la mia prima band a 13 anni, pensando di suonare le tastiere in un gruppo di rock italiano. Mi sono ritrovato con la chitarra a suonare del punk-rock, prima con le cover di Ramones, Bad Religion e Nirvana, che poi ha tentato di scrivere brani propri in inglese, di cui ero maggiormente l’autore di testi e musiche. Il genere mi piaceva e ci stavo bene, soprattutto perché credo sia il miglior genere per chi è alle prime armi ed ha un certo disagio giovanile.

Ma dopo un po’ di tempo la curiosità di esplorare nuovi mondi come il folk ed il rock in tutte le varie sfumature, le radici del blues, non era ben accettato dalla band e cominciavo a sentire stretta l’etichetta di Punk rocker.
Così mollai e ripartii da capo, con i testi in italiano. Ma non sapendo bene che strada prendere se non della proprietà totale (o quasi) dei miei brani. D’altra parte non sentirsi schiavo di un’etichetta ti fa sentire comunque padrone della tua musica, e se quella musica non è commerciabile te ne importa fino ad un certo punto.

E non avendo mai avuto una sorta di guida che mi vedesse dall’esterno, mi sono lasciato andare alle mie voglie più disparate senza pensare necessariamente al tormentone.

Forse mi avrebbe fatto comodo, adesso lo capisco ancora di più, ma il timore di rimanere considerato per un solo brano mi ha sempre fatto un po’ paura (vedi ad esempio Black imprigionato nella sua pur bellissima “Wonderful Life”). Suonando più generi in un corpo solo prendi più fasce di pubblico “anche se” ognuno rimane legato solo a questo o quel brano, senza mai vedere a tutto tondo, perché il resto è su tutt’altre corde emozionali.

Ne pago ancora il prezzo. E con “ANCHE SE” l’ho voluto palesare, stavolta mi sono affidato a Gianfilippo Boni il quale con Fabrizio Morganti, Lorenzo Forti, Giuseppe Scarpato, Claudio Giovagnoli e Nicola Cellai hanno continuato con me questa multi-strada, stavolta sul funk-rock come è “ANCHE SE“, restando però alla base la canzone italiana.

La verità ed il suo contrario. Resti nel mezzo?

No, prendo parte. Ma prima mi faccio due domande se devo agire. In un’epoca di fake news talvolta è necessario non dare adito all’istinto, e non farsi mancare critica e autocritica. E una bugìa talvolta non è che una verità, ma infiocchettata meglio, altrimenti risulterebbe noiosa.

 

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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