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Balene in via di estinzione? I dettagli

         
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Balene in via di estinzione?,  la Norvegia (dopo il Giappone) ha ripreso in maniera veramente sconsiderata la caccia alle balene, raggiungendo l’abbattimento di  ben 481 esemplari contro i 429 dell’anno scorso, mentre la stagione di caccia non ancora finisce.

Il Giappone nasconde la propria attività di caccia al cetaceo giustificandola per scopi scientifici.

E’ veramente un vero e proprio attentato all’ambiente ed all’ecosistema.

Balene in via di estinzione? I dettagli e Le proteste degli ambientalisti

A nulla valgono le proteste delle numerose associazioni ambientaliste. Il becero scopo economico di sfruttamento dei prodotti derivanti dalla lavorazione delle balene prevale su ogni considerazione ambientale.

Alla caccia delle balene sono applicati oggi tutti i più moderni mezzi che la tecnologia e l’informatica mette a disposizione, come ad esempio i sistemi satellitari e le rilevazioni ecogoniometriche che permettono di individuare in maniera precisa la posizione dei cetacei che così diventano facile preda dei cacciatori.

I tre tipi di caccia

Allo stato attuale sono tre i tipi di caccia alla balena:

La caccia per sussistenza riservata e limitata ad alcune popolazioni che abitano nelle zone polari (eschimesi in genere) che hanno bisogno, per la loro sopravvivenza, dei prodotti derivanti dalla lavorazione delle balene.

La caccia scientifica: che ha lo scopo di accertare e studiare tutte le condizioni di vita,  biologiche, e quanto può essere utile e derivabile per l’uomo dalle balene, oltre a studi specifici sulla biodiversità e su tante altre materie dello scibile umano.

Gli studi sono condotti da appositi istituti e da scienziati debitamente autorizzati. Il Giappone, però, anche dopo l’unilaterale dichiarazione di disconoscimento della moratoria alla caccia alle balene, continua imperterrito a praticarla, nascondendo gli scopi prettamente commerciali ed economici dietro quelli scientifici.

La caccia per fini commerciali è quella praticata da un ridotto numero di nazioni che non riconoscono, anzi hanno abiurato, le legislazioni internazionali in materia di protezione dei cetacei.

La Norvegia e il Giappone

Fra queste nazioni è la Norvegia, che, dopo aver saturato il proprio mercato interno della carne di balena, esporta verso il Giappone una enorme quantità di prodotti grezzi o lavorati derivanti dalle balene cacciate.

Infatti, in Giappone la carne di balena è molto ricercata, venduta in negozi e in ristoranti ed è addirittura presentata in tutte le manifestazioni enogastronomiche del paese.

Fin dal 1946 è stata creata la IWC (International Whaling Commission) i cui sforzi hanno contribuito e contribuiscono alla sopravvivenza delle balene. Gli appelli di quest’ultima dovrebbero però essere ascoltati da tutti gli Stati e dai diversi uomini politici.

Tanti altri organismi ed associazioni lottano, denunciano fatti e misfatti contro le balene, ma i loro studi e denunce spesso cadono nel vuoto.

Si rende perciò necessario l’intervento di tutti gli Organi Politici, a cominciare dall’Unione Europea, poiché il pericolo di estinzione delle balene è molto grave.

I più moderni studi condotti dal Fondo monetario Internazionale hanno fatto rilevare come le balene incidono nell’ecosistema e assorbono anidride carbonica in enormi quantità, pari quasi al 40% prodotta nel mondo.

Da qui l’enorme importanza di questo dato scientifico. L’esistenza delle balene contribuirebbe infatti a rallentare la presenza di CO2 nell’atmosfera e quindi diminuirebbe il cosiddetto effetto serra.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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