basi planetarie sotterranee

Basi planetarie sotterranee saranno le nostre case

         
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Abiteremo sulla Luna e su Marte, ma lo faremo sottoterra.
Gli ultimi studi e le ricerche fatte mostrano che sarebbe questo il modo più semplice e sicuro per vivere per lunghi periodi sul nostro satellite o sul pianeta rosso. Le future basi planetarie sfrutteranno la presenza di grosse cavità sotterranee create dallo scorrere della lava.

Il problema delle radiazioni cosmiche e solari

Sappiamo tutti che l’atmosfera terrestre ci protegge. Lo strato di Ozono scherma particolari frequenze della luce che potrebbero risultare dannose per noi e la vita stessa. Ma  non è l’unico sistema di sicurezza che il nostro pianeta ci offre. Il campo magnetico terrestre funziona come un vero e proprio scudo dalle radiazioni solari e cosmiche che altrimenti non avrebbero letteralmente permesso il nascere e il prosperare della vita.
Sia ben chiaro, l’esposizione temporanea a queste radiazioni non è da considerarsi nociva, ma l’esposizione continua può essere molto più di un semplice problema.
Soprattutto se si ha l’intenzione di stabilirsi stabilmente su un altro corpo celeste come la Luna e Marte.

Entrambi hanno perso da tempo il loro campo magnetico (questo potrebbe essere stata una delle cause della scomparsa della vita su Marte) e  i futuri coloni sarebbero esposti costantemente a queste radiazioni. Le soluzioni sarebbero principalmente due: costruire habitat sufficientemente schermati oppure trovare dei luoghi che lo siano già naturalmente.

Tubi di lava per le future basi planetarie sotterranee

La scoperta degli enormi imbocchi di tubi di lava ha cambiato tutto. Da sempre immaginate nelle opere di fantascienza le basi planetarie sotterranee potrebbero diventare “presto” realtà.
La ricerca pubblicata sulla rivista  Earth-Science Reviews con il titolo Lava tubes on Earth, Moon and Mars: A review on their size and morphology revealed by comparative planetology ha proprio come centro della sua tesi un possibile sviluppo per questa idea. Lavorando sulle immagini satellitari raccolte dalle sonde il team ha paragonato le dimensioni delle cavità extraterrestri come più grandi dalle 100 alle 1000 volte. Questo sarebbe da imputarsi dalla differente e minore forza di gravità.

Queste dimensioni sarebbero sufficienti per ospitare una base planetaria di notevoli dimensioni mantenendola al riparo dalle radiazioni cosmiche e solari. L’ambiente sotterraneo offre anche una temperatura pressoché costante proteggendo le strutture anche dagli sbalzi di temperatura estremi che ci sono, per esempio, sulla Luna.

L’ambiente ipogeo tra studi e preparazione

Per quanto possa sembrare strano, l’ambiente ipogeo (sotterraneo) terrestre rappresenta un luogo fondamentale per lo studio e la preparazione delle missioni spaziali. Molti ambienti e situazioni che una grotta terrestre presenta sono simili a quelle che si troverebbero su un altro pianeta. L’isolamento, il buio e l’ambiente ostile sono utilizzati anche per preparare gli astronauti e valutare le loro capacità di sopportare pesanti situazioni ad alto livello di stress. Come fa l’ESA attraverso il programma CAVES e PANGAEA in collaborazione con università italiane come quella di Padova o Bologna e il supporto dei gruppi grotte del CAI.
Per una settimana gli astronauti sono portati a vivere all’interno di profonde grotte con lo scopo di esplorarle e mapparle, in stretto contatto con le avversità che l’ambiente offre.

La stessa Agenzia Spaziale Europea ha lanciato, nel 2018, un contest aperto a privati e aziende. L’obiettivo sarebbe raccogliere idee per sviluppare nuove tecnologie per l’esplorazione robotica di queste cavità che un giorno potrebbero diventare la nostra casa.

Per approfondire: Intervista ai ricercatori su Le Scienze

Fonte foto: Wikimedia Commons

Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24