Crollo di ricerche per gli smartphone Huawei

Crollo di ricerche per gli smartphone Huawei

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Crollo di ricerche per gli smartphone Huawei, Honor, Alcatel, Cubot e Xiaomi

 

Londra, lì 10 giugno 2019 – La guerra dei dazi commerciali porta il crollo di ricerche per gli smartphone Huawei.


La tensione tra USA e Cina e i relativi dazi stanno creando non pochi squilibri a livello commerciale; dunque non poteva esimersi il mercato degli smartphone che storicamente si muove molto a seguito di annunci. In particolare ad accusare il colpo è  il gigante della telefonia Huawei; infatti a pochi giorni dall’annuncio di Google si notano profondi cambiamenti sulle ricerche effettuate dei consumatori. Dal Regno Unito arrivano segnali preoccupanti per tutta produzione made in China.


Riportiamo quanto reso noto da Idealo, portale di riferimento per la comparazione dei prezzi. Dunque, nel Vecchio Continente, starebbero andando in picchiata le ricerche effettuate su internet di dispositivi marchiati Huawei. Particolarmente pronunciati i cali rilevati nel Regno Unito che vede il marchio di Shenzhen perdere interesse per quasi il 78%, mentre in Spagna il calo si aggira intorno al 67% che è simile a quello italiano vicino al 65%.

Crollo di ricerche per gli smartphone Huawei, Honor, Alcatel, Cubot e Xiaomi

Se Huawei piange gli altri marchi cinesi non possono sorridere; infatti si sta assistendo ad un effetto domino su tutta la sponda cinese.

Senza guardare lontano, già nel nostro Paese, oltre il marchio Huawei, si notano andamenti negativi per i più noti nomi cinesi che occupano le vetrine dei negozi, anche online. Tra tutti citiamo:

  • Honor con un -56%;
  • poi Alcatel che registra un -25%;
  • inoltre Cubot che segna un -50%;
  • ed anche Xiaomi che accusa un -27%.

Mercato degli smartphone cinesi in Italia

La penetrazione nel mercato italiano dei prodotti provenienti dalla Cina è la seconda più alta d’Europa (36%), primeggia la Spagna col suo 44%. A completare il podio, posizionandosi al terzo posto, troviamo il Regno Unito con il 30%; seguono a ruota la Francia con il 28% e l’Austria ferma al 23%.

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano disperatamente lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".