Dazi USA: -90% vendite del Parmigiano, Grana, Bufala
WTI autorizza Dazi USA: allarme Parmigiano rischio -90% vendite
Coldiretti allarmata per i dazi USA sui prodotti europei che comporterebbero un crollo di vendite del Parmigiano pari al 90%.
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Donald Trump punta a penalizzare le economie mondiali per fare emergere quella made in USA ed anche l’Italia rischia una pesante crisi commerciale. La Coldiretti indica come fortemente penalizzati i prodotti alimentari, soprattutto i formaggi. L’industria casearia USA (CCFN) non avrebbe rivali nella vendite dei prodotti simil-italiani; dunque i dazi USA avrebbero un duplice effetto: tagliare la produzione delle aziende italiane ed anche favorire la contraffazione.
Dazi USA: -90% vendite del Parmigiano – Grana Padano – Mozzarella di bufala
Per il Parmigiano Reggiano ed anche il Grana Padano, a livello di ordinativi dall’estero, dopo la Germania, è il mercato americano ad occupare il secondo posto; l’introduzione dei dazi di Trump non rappresenterebbe un adeguamento dei prezzi ma la volontà di portare fuori mercato i concorrenti delle aziende americane. Ad esempio, la tassa per i formaggi porterebbe fare aumentare il prezzo esposto sui banconi di 13 dollari al kg, quindi il costo per i consumatori americani schizzerebbe anche oltre i 60 dollari al kg.
Considerando l’effetto dirompente sui prezzi e la conseguente esclusione dei prodotti italiani dal mercato USA, ci si troverebbe difronte ad un crollo dei consumi; infatti secondo il Consorzio del Parmigiano Reggiano il taglio di produzione sarebbe uguale all’80-90%.
Anche la Mozzarella di Bufala Campana Dop, che negli Usa costa 41,3 euro al chilo, verrebbe tagliata fuori dal mercato americano poiché raggiungerebbe un prezzo pari a 82,6 euro al chilo.
Olio – Pasta – Prosecco
Per l’olio extravergine d’oliva venduto negli USA il cartellino salirebbe da 12,38 euro al litro a 24,77 euro al chilo.
Anche la pasta verrebbe penalizzata con un aumento a 3,75 euro al kg rispetto agli attuali 2,75 euro al kg.
Inoltre c’è anche la questione vino con il Prosecco, che nel primo semestre del 2019 ha trovato nel mercato USA il primo acquirente, davanti alla Gran Bretagna; dunque il prezzo, che aumenterebbe da 10-15 euro a bottiglia a 20-30 euro, peserebbe gravemente sulle esportazioni.
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