Empatia nei Robot: arriva il primo segnale che fa scoccare la scintilla

Empatia nei Robot: arriva il primo segnale che fa scoccare la scintilla

         
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Quando parliamo di robot, notiamo la loro freddezza nello svolgere le azioni. Le emozioni e i robot sono sempre stati “nemici” per definizione, eppure questa divergenza con il tempo sembra poter diventare una convergenza. Oggi abbiamo avuto la conferma che anche i robot possono provare empatia per qualcuno. Quando si tratta di imitare le emozioni umane, i robot hanno molta strada da fare. Tuttavia i ricercatori del Creative Machines Lab della Columbia Engineering hanno compiuto un primo passo verso questo obiettivo. Hanno progettato un robot in grado di prevedere l’intento di un altro robot, mettendosi essenzialmente nei panni della seconda macchina. Ma com’è possibile simulare l’empatia nei robot?

Per l’esperimento, gli ingegneri hanno posizionato un robot in un box da 1 metro per 60 centimetri e lo hanno programmato per viaggiare verso qualsiasi cerchio verde che poteva vedere proiettato sul pavimento. Una grande scatola rossa oscurava la visuale del robot di alcuni cerchi. Ciò, dunque non lo faceva muovere in quei punti, anche se erano fisicamente più vicini degli altri. Dall’alto, un secondo robot ha osservato il suo amico navigare nello spazio per due ore e poi ha iniziato a prevedere il suo percorso. L’osservatore è stato in grado di anticipare i movimenti del robot in movimento 98 volte su 100, senza ricevere ulteriori informazioni sull’ostruzione o sugli obiettivi della macchina mobile. È una situazione rudimentale, ma i risultati sono impressionanti.

Empatia nei robot: come cambieranno nel futuro?

I nostri risultati iniziano a dimostrare come i robot possono vedere il mondo dalla prospettiva di un altro robot“, ha detto l’autore principale Boyuan Chen. “La capacità dell’osservatore di mettersi nei panni del suo partner, per così dire, e capire, senza essere guidato, se l’altro robot poteva o meno vedere il cerchio verde dal suo punto di vista, è forse una forma primitiva di empatia“.

Questo esperimento è un tentativo concreto di infondere ai macchinari un comportamento simile a quello umano. Gli scienziati chiamano questa cosa, come Teoria della Mente. Essa è la comprensione che altre persone possono avere obiettivi o prospettive diverse da te e tende a manifestarsi negli esseri umani intorno ai 3 anni. Questo è un aspetto critico nello sviluppo delle capacità di cooperazione, competizione ed empatia, mentre stabilisce anche fondamento per l’inganno.

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Fonte immagine copertina: Engadget

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Autore dell'articolo: Francesco Menna

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Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com