Fausto Coppi il campionissimo!

         
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Fausto Coppi il Campionissimo e l’antagonista Gino Bartali, una passione che ha accompagnato tante generazioni di italiani, uno sport costellato di tanti nomi di campioni e di umili gregari, fatto solo di forza, intelligenza, sudore e fatica.

Il vecchio ciclismo ha sempre visto gli italiani primeggiare nelle più grandi corse, dalle classiche in linea, alle corse a tappe, fino alle manifestazioni in pista.

Quanti campioni, quanti nomi hanno rappresentato un’epoca ed anche una o più generazioni, ma fra tutti uno è particolarmente ancora caro agli italiani: Fausto Coppi a cui e stata dedicata anche una moneta commemorativa per il centenario dalla nascita.

Noto soprattutto per la sua grande rivalità con l’altro grande (ma più anziano) campione Gino Bartali.

Rivalità sportiva limitata solo sulla bicicletta, accresciuta dalla penna di grandi giornalisti dell’epoca, ma che è costellata di rispetto e grandi gesti sportivi.

Chi non conosce la fotografia in cui si passano una borraccia d’acqua in una salita del Tour de France?

Nessuno mai saprà che l’ha passata all’altro!

Ottimi amici nella vita, che li vide insieme in battute di caccia, manifestazioni pubbliche e, per ultimo, quando Bartali assume la qualifica di direttore sportivo dell’ultima squadra di Fausto Coppi!

Fausto Coppi il campionissimo!

Altri, tempi, ciclismo eroico, su strade a volte anche brecciate e  polverose, dove, sui tornanti del lungo Stelvio un’esile figura saliva da solo, lontano dal gruppo.

Era Fausto Coppi, il mai dimenticato campione di Novi Ligure il cui “palmares” di vittorie, sarebbe troppo lungo elencare.

Amato dai suoi tifosi, odiato dagli altri “Bartaliani”, ma pur sempre nel cuore di tutti, specie quando vinceva nelle strade straniere!

Allora non esisteva la televisione ed il ciclismo era affidato al racconto radiofonico (immediato) e alla penna di tanti grandi giornalisti.

Un solo grande episodio: nel giro d’Italia del 1949, nella tappa Cuneo – Pinerolo, all’apertura del programma radiofonico riservato all’avvenimento.

Tutti si aspettavano l’attacco sulle montagne di Gino Bartali, ma la voce del bravissimo giornalista Mario Ferretti aprì la trasmissione con una frase passata alla storia:

Un uomo solo è al comando, la sua maglia è bianco-celeste, il suo nome è Fausto Coppi

Il campionissimo, come era definito  aveva percorso, anche in solitudine,  le salite delle montagne La Maddalena, il Vars, l’Izoard, il Monginevro.

Coem dimenticare poi il Sestrière quando vinse la tappa con dodici minuti di vantaggio sul rivale di sempre , Gino Bartali

Fausto Coppi, oggi nel ricordo di un formidabile ciclista

Fausto Coppi, nella sua lunga carriera ha vinto tutte le gare possibili ed immaginabili, arrivando ad indossare anche la maglia di campione del mondo nell’anno 1953.

A lui sono stati dedicati film e cortometraggi, ed anche due musei: la sua casa natale ed il Museo del ciclismo a Novi Ligure suo paese natale.

Il museo del ciclismo del Ghisallo (tempio dei musei in questo settore), questo anno gli ha dedicato eventi speciali in occasione del centenario dalla nascita.

Una sola sconfitta nella sua vita: la malaria che lo colpì dal suo rientro dall’Africa e che lo portò ancora giovane alla morte.

Oggi ci guardi dal Cielo, benevolmente, come “L’airone bianco”, così come sei stato definitivo, insieme al tuo amico-nemico sportivo Gino Bartali.

Come nella trasmissione televisiva “Il Musichiere” di tanti anni fa.

Ciao Fausto, anzi “Fostò”,  come dicevano i francesi.

Resterai nel cuore di tutte le generazioni sportive non solo per i tuoi successi, ma anche come leale e sincero che sulle due ruote ha costruito non solo un mito, ma ha portato in alto l’onore e la gloria dell’Italia sportiva!

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La foto nell’articolo è di dominio pubblico

 

Autore dell'articolo: Marco Vittoria